Cluster del convento di Bagnoregio, il numero dei positivi potrebbe crescere. Il Comune pensa ai viveri per le suore
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BAGNOREGIO - Sessantaquattro suore positive al Covid-19 e apprensione per nuovi contagi che, con molta probabilità, andranno a emergere nelle prossime ore e giorni.

BAGNOREGIO – Sessantaquattro suore positive al Covid-19 e apprensione per nuovi contagi che, con molta probabilità, andranno a emergere nelle prossime ore e giorni.

Intanto il Comune di Bagnoregio sta pensando a fare fronte ai bisogni delle religiose, dal punto di vista alimentare. L’ordine del Verbo Incarnato infatti vive di carità e con quanto accaduto nessuna sorella può lasciare il convento di San Francesco. Anche perché c’è una precisa ordinanza del primo cittadino che impedisce ogni contatto in entrata e in uscita con la struttura. 

“Una situazione abbastanza delicata e pesante – l’ha definita il sindaco Luca Profili – . Non sappiamo bene gli sviluppi delle suore in questo momento negative, ma purtroppo potrebbero aver contratto il virus. Anche loro potrebbero essere positive”. In totale nel convento di San Francesco si trovano 115 sorelle. 

Sabato il primo caso di positività riscontrato. Sabato mattina l’inizio dei test con i tamponi antigenici da cui è emerso subito la portata grave della situazione. L’80% delle sorelle sottoposte ai test aveva dato esito positivo. Da qui la decisione di sottoporre tutte immediatamente al tampone molecolare. I risultati di oggi fotografano una situazione che però potrebbe essere parziale. In alcune suore infatti il virus, pur presente, potrebbe ancora non essersi manifestato. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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