Clima da resa dei conti nel centrodestra: le amministrative, il capoluogo e l'armageddon delle europee
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VITERBO - E ora che succede? "Mo so mele". In questo scambio c'è il termometro di una situazione politica con la febbre alta su tutta la Tuscia. La domanda è stata posta a passaggio dell'assessore Claudia Nunzi e del consigliere Antonio Scardozzi dalla Lega a Fratelli d'Italia ancora fumante.

VITERBO – E ora che succede? “Mo so mele”. In questo scambio c’è il termometro di una situazione politica con la febbre alta su tutta la Tuscia. La domanda è stata posta a passaggio dell’assessore Claudia Nunzi e del consigliere Antonio Scardozzi dalla Lega a Fratelli d’Italia ancora fumante.

Interrogativo fatto cadere tra gli ambienti di Palazzo dei Priori. Poco importa chi abbia pronunciato la risposta. Ci basta sapere che quello è stato il tenore. Prevedibile, niente di sconcertante. “So mele”. Espressione dialettale per dire che “se le stanno dando e se le daranno di santa ragione”. Il perimetro del gioco è l’unico che ha, in questa epoca politica, un senso: quello del centrodestra. Il centrosinistra ne dovrà fare di strada prima di tornare a essere davvero significativo. Poi c’è la questione Cinque Stelle, realtà a due velocità. Il livello nazionale ancora da doppia cifra e con buona tenuta, nonostante in troppi si affannino a raccontare che il Movimento sia in caduta libera (siamo pronti a scommettere che il risultato delle europee racconterà. ancora un volta, una realtà diversa da quella proiettata da buona parte dei media nazionali, che più che problemi di diottrie hanno grane di editori con cui fare i conti); e la dimensione locale da piangere. 

Quello del centrodestra è un campo di scontro fortissimo. L’ “ancien coalizion”, foriera di successo in Abruzzo, e alla guida del comune capoluogo si sfalda ovunque. E il processo sarà alimentato dal meccanismo di voto delle vicine europee (fine maggio) dove Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si andranno a contare. Della serie “ognun per sé e Dio per tutti”. 

Alle amministrative la giostra su sui sarà invitato a salire l’elettorato sembra essere la stessa. Guardare Tarquinia o Civita Castellana per credere. E nel capoluogo il botta e risposta di transiti tra Lega e Fratelli d’Italia non promette nulla di buono. 

Una crisi chiara, netta. Difficile che oltre l’orizzonte del voto di maggio possa esserci dell’altro. La nascita del governo giallo-verde ha cambiato tutto e la sua tenuta (nonostante i soliti con difetti di diottrie si ostinino a raccontare un giorno sì e l’altro pure una prossima caduta) è destinata a rendere irreversibile la mutazione. Preparate gli elmetti, “saranno mele”. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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