Claudio Pisa: se questo piano del commercio verrà attuato ne usciremo tutti sconfitti
Rockin' cura
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Se questo piano del commercio verrà attuato ne usciremo tutti sconfitti e qualcuno non avrà più nemmeno la forza di rialzarsi. Non riusciranno di certo a rialzarsi i gestori dei locali che hanno investito i propri risparmi per un lavoro che oggi rischia di essere stroncato (non sottovalutate gli incassi che porta un’ora così cruciale di attività). Non riusciranno a rialzarsi i giovani che trovavano in S. Pellegrino in posto di aggregazione REALE in un modo che cerca sempre di più di isolarci.

Ma i moralisti han chiuso i bar e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori: è bello ritornar “normalità”, è facile tornare con le tante stanche pecore bianche! Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera!

Basterebbe questa strofa di Guccini per riassumere il mio sentimento circa la nuova ordinanza che starebbe per colpire la vita del quartiere di S. Pellegrino.

Ci ritroviamo ancora una volta a criticare il comportamento del Comune di Viterbo che invece di elevare la città a capoluogo vero, la imbavaglia con un piano del commercio che sembra più un attentato.

In questi giorni mi sono domandato più e più volte quale fosse il vero motivo di questa scelta senza trovare una risposta soddisfacente.
Quali categorie si vogliono “tutelare” o avvantaggiare con questa mossa? I residenti? Non credo che con un ora in meno le loro lamentele cesseranno di esistere. Le strutture ricettive? Vogliamo veramente dare la colpa di un turismo che non decolla alla vita notturna di S. Pellegrino ? Mi viene da ridere..
Forse qualcuno vuole spostare la movida di Viterbo altrove a vantaggio dei propri guadagni? A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina.

Se questo piano del commercio verrà attuato ne usciremo tutti sconfitti e qualcuno non avrà più nemmeno la forza di rialzarsi.
Non riusciranno di certo a rialzarsi i gestori dei locali che hanno investito i propri risparmi per un lavoro che oggi rischia di essere stroncato (non sottovalutate gli incassi che porta un’ora così cruciale di attività). Non riusciranno a rialzarsi i giovani che trovavano in S. Pellegrino in posto di aggregazione REALE in un modo che cerca sempre di più di isolarci. Non riuscirà di sicuro a rialzarsi la musica, la cultura che faticosamente trovava qualche spazio solo grazie a quei locali che oggi vengono duramente colpiti.

Quale è la vostra paura? La sicurezza? S. Pellegrino è sempre stato un quartiere sicuro, lo frequento da anni ormai e raramente ho assistito a scene di disordine viste in tanti altri centri italiani. Cominciamo a far girare le forze dell’ordine all’interno del quartiere se questo vi rassicura invece di imporre la sicurezza agli imprenditori (con tutti i costi che ne conseguono).

O forse non è qui il problema e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi e ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali, scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno…

 

Claudio Pisa

Rockin’Cura

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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