Claudio Lattanzi è il nuovo portavoce del sindaco Chiara Frontini

VITERBO - Lattanzi è una delle novità degli ultimi tempi a Palazzo dei Priori dove la sindaca Frontini punta a migliorare la propria squadra di lavoro per entrare nel vivo del suo mandato quinquennale.
VITERBO – Novità a Palazzo dei Priori, a rafforzare lo staff della sindaca Chiara Frontini arriva l’umbro Claudio Lattanzi. Cinquantenne, orvietano, giornalista de La Nazione ed editore. Lattanzi è una delle novità degli ultimi tempi a Palazzo dei Priori dove la sindaca Frontini punta a migliorare la propria squadra di lavoro per entrare nel vivo del suo mandato quinquennale.
Lattanzi è figura solida, d’esperienza, conoscitore della comunicazione e del giornalismo. Conosce bene gli ambienti della politica e negli anni si è costruito un curriculum di tutto rispetto anche come giornalista d’inchiesta. Tra i suoi lavori particolarmente rilevante ‘La mafia in Umbria’.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















