Civitavecchia, tentata sommossa in carcere. Agente sequestrato dai detenuti
Penitenziaria
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CIVITAVECCHIA – La notizia diffusa dal quotidiano “Il Mattino”. Sembra che all’ origine dei disordini una protesta per le condizioni carcerarie durante l’emergenza Coronavirus”.

CIVITAVECCHIA – Alta tensione nella Casa circondariale di Civitavecchia, dove durante una violenta protesta dei detenuti,  generata dalle condizioni carcerarie durante l’emergenza Coronavirus, i reclusi della I Sezione hanno prima sequestrato e poi rilasciato un poliziotto penitenziario. A darne notizia è il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria.

«I detenuti hanno preso gli estintori e creato disordine – spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio – Tutto è nato dal fatto che alcuni di loro sono stati messi in isolamento e adesso gli altri hanno paura di essere stati contagiati».

«Le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria devono essere sottoposti, tutti e con urgenza, al tampone per l’accertamento dell’eventuale contagio – ribadisce Donato Capece, segretario generale del Sappe – Anche alla luce dei tanti casi positivi e di già due decessi nella Polizia Penitenziaria, denuncio che non siamo dotati di un adeguato numero di idonee mascherine e guanti per fronteggiare l’epidemia in un contesto, come quello penitenziario, ad altissimo rischio». 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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