Civitavecchia, nasce il comitato “No alle centrali a turbogas”

CIVITAVECCHIA - Ieri sera una riunione on line tra istituzioni, associazioni e organizzazioni sindacali ha portato alla firma di un documento .
CIVITAVECCHIA – Nasce il comitato “No alle centrali a turbogas”. Ieri sera una riunione on line tra istituzioni, associazioni e organizzazioni sindacali ha portato alla firma di un documento.
Una ventina le persone collegate. Tra loro anche il sindaco della città Ernesto tedesco, l’ex sindaco grillino Antonio Cozzolino, altri sindaci della zona e le associazioni del territorio, tra cui il comitato Sole e Città Futura che hanno promosso l’incontro. Presenti anche i sindacati Cgil e Uil e la Cna.
L’obiettivo è quello di confrontarsi con Enel e Tirreno Power ed avanzare proposte alternative al turbogas, più ecologiche e rispettose dell’ ambiente e del territorio.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















