Civita di Bagnoregio verso il titolo di Patrimonio Unesco. Bigiotti, Zingaretti, Crepet e Lodoli fanno il punto a Roma
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Civita di Bagnoregio verso il titolo di Patrimonio Unesco. Domani a Roma la conferenza stampa per tirare una riga sul lavoro svolto e tratteggiare cosa accadrà da qui a seguire. Appuntamento alle 11,30 presso largo Ascianghi 5. Saranno presenti insieme al sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il geologo Claudio Margottini, il professor Paolo Crepet e lo scrittore Marco Lodoli.

Civita di Bagnoregio verso il titolo di Patrimonio Unesco. Domani a Roma la conferenza stampa per tirare una riga sul lavoro svolto e tratteggiare cosa accadrà da qui a seguire. Appuntamento alle 11,30 presso largo Ascianghi 5. Saranno presenti insieme al sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il geologo Claudio Margottini, il professor Paolo Crepet e lo scrittore Marco Lodoli.

La procedura per il riconoscimento di Patrimonio Unesco per un luogo segue un iter che in genere impiega dieci anni per arrivare a maturazione. La convinzione del sindaco Bigiotti è invece di riuscire a chiudere tutto a tempo di record in due anni.

La tabella di marcia prevede la consegna di un dossier al Ministero per i Beni Culturali, che poi sarà trasmesso a Parigi (sede Unesco). Al momento Civita di Bagnoregio e la Valle dei Calanchi sono nella tentative list, dove è stata inserita nel febbraio 2017.

Intanto il Comune di Bagnoregio sta costruendo il telaio sul quale confezionare un progetto di gestione per Civita, puntando a uno sviluppo turistico sostenibile. Il tutto sarà realizzato sotto la regia di esperti del settore e coinvolgendo il tessuto sociale cittadino.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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