Civita di Bagnoregio, per Radio Deejay tra i dieci panorami più romantici d'Italia
Civita via lattea
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Civita di Bagnoregio è anche terra dell'amore. A incoronarla così, in questi giorni di San Valentino, il sito di Radio Deejay che parla della "città che muore" di Bonaventura Tecchi come di uno tra i dieci panorami più romantici d'Italia.

Civita di Bagnoregio è anche terra dell’amore. A incoronarla così, in questi giorni di San Valentino, il sito di Radio Deejay che parla della “città che muore” di Bonaventura Tecchi come di uno tra i dieci panorami più romantici d’Italia.

“Se avete già visitato questi luoghi col vostro partner è probabile che la foto-ricordo si trovi ora incorniciata e appesa in qualche stanza della casa. In caso contrario, sappiate che una gita romantica in una di queste destinazioni è il modo migliore per trasformare il vostro ultimo flirt in una “storia vera”. Ecco 10 posti dove la bellezza mozzafiato del panorama invita a scambiarsi coccole, baci e dolci parole”, così nell’articolo intitolato ‘L’amore è un belvedere: i 10 panorami più romantici d’Italia’.

Gli altri posti individuati sono le Langhe in Piemonte, terra di Barolo e di Nutella; l’Orrido di Nesso, uno spettacolo della natura su “quel ramo del lago di Como”; il Lago di Braies sulle Dolomiti; la piana di Castelluccio a Norcia; lo sperone di roccia su cui sorge San Leo, cuore del regno dei Montefeltro; Pienza e la Val d’Orcia; Peschici; Vietri sul mare e il borgo siciliano marinaro di Marzamemi.

Radio Deejay racconta così Civita: “Il borgo medievale di Civita di Bagnoregio si trova su un cucuzzolo di tufo in provincia di Viterbo, nel Lazio. Accessibile soltanto a piedi attraverso un lungo e stretto ponte, “la città che muore“ sovrasta imperiosamente l’immensa vallata sottostante, offrendo ai visitatori un indimenticabile scenario”

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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