Civita di Bagnoregio luogo simbolo dei borghi da visitare per San Valentino secondo Repubblica
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Repubblica ha dedicato questa settimana un servizio sui luoghi più romantici d'Italia per trascorrere un San Valentino indimenticabile. A fare da copertina all'approfondimento di due pagine è stata scelta Civita di Bagnoregio.

Repubblica ha dedicato questa settimana un servizio sui luoghi più romantici d’Italia per trascorrere un San Valentino indimenticabile. A fare da copertina all’approfondimento di due pagine è stata scelta Civita di Bagnoregio.

Il piccolo borgo sospeso sulla spettacolare Valle dei Calanchi sta diventando sempre più l’icona dei Borghi più belli d’Italia, luoghi dove si sta spostando una parte sempre più consistente del mercato del turismo. Così Bagnoregio si candida a essere l’avamposto di uno sviluppo turistico in terra di Tuscia.

Un luogo dove diventa possibile immaginare investimenti e costruire un futuro, anche lavorativo e professionale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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