Civita di Bagnoregio ispirò l’anime Laputa di Miyazaki: storia di un successo planetario
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L’autore de La città incantata, qualche tempo fa avrebbe raccontato in una intervista che il borgo incantato della provincia di Viterbo sarebbe stato una delle fonti di sua ispirazione, insieme ad altri paesaggi visti in Galles, del suo lavoro.

Laputa, il castello nel cielo è un anime di Hayao Miyazaki, il più grande animatore e sceneggiatore di anime vivente. Un’opera che incredibilmente è parte della storia recente di Civita di Bagnoregio. L’autore de La città incantata, qualche tempo fa avrebbe raccontato in una intervista che il borgo incantato della provincia di Viterbo sarebbe stato una delle fonti di sua ispirazione, insieme ad altri paesaggi visti in Galles, del suo lavoro.

Questo sarebbe uno dei motivi per cui oggi molti dall’estremo Oriente arrivano a Civita di Bagnoregio. Pure ad Expo in tanti cercavano informazioni proprio sul borgo viterbese. Il successo di Civita, oltre alle politiche attuate e alla capacità di modificare radicalmente il punto di vista collettivo sulla Città che muore e che ora rinasce, è quindi dovuto in parte anche al successo dell’anime uscito nel 1986 e considerato uno dei più belli di sempre.

Affiancando le immagini di Civita e del Castello nel cielo si può infatti scorgere la somiglianza. Altri sostengono che in realtà Miyazaki si sia ispirato a Calcata, altro borgo della provincia viterbese, anche se le conferme dei turisti orientali in arrivo nella Città che muore, lasciano intendere che Civita sarebbe stata impressa nelle mente del genio giapponese e sia davvero diventata fonte di ispirazione. Magari insieme a Calcata e ai paesaggi del Galles.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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