Civita di Bagnoregio, il racconto del quotidiano El País
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Gli Stati Generali La Fune
Menzione d’onore per la “morente” piccola perla della Tuscia: questa volta a parlare di Civita di Bagnoregio è una tra le fonti di informazione più autorevoli d’Europa, El País, il più illustre giornale spagnolo.

Menzione d’onore per la “morente” piccola perla della Tuscia: questa volta a parlare di Civita di Bagnoregio è una tra le fonti di informazione più autorevoli d’Europa, El País, il più illustre giornale spagnolo.

La giornalista Silvia Ruiz De La Prada, autrice del pezzo, definisce il borgo come “La città italiana di dieci abitanti che tutti dovrebbero conoscere”, specificandone le principali caratteristiche storiche, collocandola bene territorialmente e facendo qualche riflessione critica sull’impatto della massificazione turistica che sta avvolgendo la piccola cittadina viterbese.

Tre i macrotemi scelti dalla redazione online del quotidiano spagnolo, per il racconto del borgo: come arrivare, cosa fare e l’ormai celeberrimo “mangiare e dormire”, con qualche menzione per alcune attività del posto ed alcune località turistiche circostanti, tra cui il Castello di Bolsena e il Parco dei Mostri di Bomarzo.

La “piccola odissea” da affrontare per arrivare nel borgo, così recita l’articolo, cambia se si viaggia in treno o in macchina, informazioni scontate per gli autoctoni della zona, ma molto utili in tutti gli altri casi. Qualunque sia il mezzo di trasporto utilizzato però, dice ai lettori la Ruiz De La Prada, ne sarà valsa la pena quando a coccolarvi ci saranno “la pace e la tranquillità del borgo” e il suo “Dolce far niente”.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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