Civita di Bagnoregio, ecco il patrimonio di tutta la Tuscia
Civita Bagnoregio 04
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Ho ottenuto questa nuova prospettiva di Civita di Bagnoregio che sembra fluttuare tra il verde che la circonda. E tutto questo grazie allo spirito di collaborazione della comunità.

BAGNOREGIO – Ho fotografato Civita di Bagnoregio in ogni modo possibile: con il sole, con la neve, di notte, con la nebbia, con la pioggia, all’alba e non mi stancherò mai di fotografarla.

La mia passione fotografica riflette il profondo legame che provo per questo monumento unico e vulnerabile. È un dono per tutti noi che ci viviamo e ci lavoriamo. Civita attrae ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo, affascinati dalla sua bellezza, dal suo aspetto surreale
e dalla sua atmosfera magica.

Per questo dico teniamola stretta al cuore, senza retorica, senza snobbare il bello che abbiamo perché diciamolo Civita di Bagnoregio è patrimonio della Tuscia. Ho ottenuto questa nuova prospettiva di Civita di Bagnoregio che sembra fluttuare tra il verde che la circonda. E tutto questo grazie allo spirito di collaborazione della comunità.

Questo nuovo scatto è stato reso possibile grazie alla gentilezza di Silvia, la direttrice dell’Hotel Divino Amore di Bagnoregio, che mi ha concesso l’accesso a una camera con un punto di vista privilegiato. Ringrazio anche Massimo Quintarelli per la sua collaborazione, a ulteriore dimostrazione dell’apprezzamento della comunità nel catturare e condividere la bellezza di Civita di Bagnoregio.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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