Civita di Bagnoregio ancora una volta diventerà un set cinematografico
Civita via lattea
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Nei primi giorni di settembre il borgo farà da sfondo al nuovo lavoro del regista Edoardo Falcone

”Un’altra grande vetrina per Civita di Bagnoregio, il regista Edoardo Falcone ha scelto il nostro borgo per girare alcune scene del suo prossimo film. Le riprese verranno effettuate i primi di settembre”. Queste le parole di Luca Profili, il giovane vice sindaco di Bagnoregio, che ha annunciato sul suo profilo facebook il ritorno del cinema nel borgo di Civita.

Non è la prima volta, infatti, che Civita di Bagnoregio viene scelta come set per la sua unicità e bellezza. Giorni fa qui su La Fune ricordavamo di quando il regista d’animazione Miyazaki si inspirò all’antico borgo per la sua Città Incantata. Nel 1954, inoltre, il Maestro Federico Fellini vi girò parte del suo “La Strada”, mentre pochi anni dopo, nel 1962, Civita di Bagnoregio fece da sfondo al film “I due colonnelli” di Steno e con progagonista Totò.

Nel 1970 la Città che Muore conobbe Alberto Sordi, che vi girò “La contestazione generale” di Luigi Comencini. Nel periodo recente, invece, è stato il set di “Pinocchio” con Alessandro Gassman e Violante Placido e del vincitore di diversi David di Donatello “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone.

Ora a Civita arriverà il giovane regista Edoardo Falcone, che ha esordito lo scorso anno con “Se Dio Vuole” che gli ha fruttato un David come miglior regista esordiente. Per ora, però, sul progetto cinematografico che avrà luogo nel borgo nessuno si sbottona più di tanto, ma si conoscono, forse, le identità dei protagonisti della pellicola: Fabio De Luigi ed Elio Germano. Le riprese, comunque, dovrebbe aver luogo nei primi giorni di settembre.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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