Civita di Bagnoregio ancora più sicura, arriva un nuovo mezzo speciale per il pronto intervento sanitario
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BAGNOREGIO - Il quad, progettato e attrezzato per il trasporto in emergenza sanitaria, è stato acquistato quindi con gli incassi della storica manifestazione che ormai ogni anno vede impegnati gli uomini e le donne della Croce Rossa Italiana di Bagnoregio e Lubriano.

BAGNOREGIO – Un nuovo mezzo speciale per il pronto intervento arriva a Civita di Bagnoregio. Permette di arrivare anche in luoghi impervi e non accessibili alle comuni ambulanze e auto mediche. E’ il frutto dell’edizione 2018/2019 del Presepe Vivente di quello che è ormai noto come uno dei borghi più belli e più gettonati dal turismo internazionale attratto dall’Italia.

Il quad, progettato e attrezzato per il trasporto in emergenza sanitaria, è stato acquistato quindi con gli incassi della storica manifestazione che ormai ogni anno vede impegnati gli uomini e le donne della Croce Rossa Italiana di Bagnoregio e Lubriano.

Il suo arrivo quindi allunga la serie degli obiettivi centrati dalla sezione locale della Croce Rossa e dal Comune di Bagnoregio, impegnate a costruire un lavoro in stretta sinergia sul territorio. Con gli introiti delle passate edizioni è stato possibile acquistare un’ambulanza (messa a disposizione dell’intera zona della Teverina), un mezzo speciale per abbattere la barriera architettonica del ponte di Civita e rendere possibile la visita anche a persone con disabilità motorie gravi, i totem che hanno concretizzato un importante progetto di videosorveglianza e hanno permesso a Bagnoregio e frazioni di diventare area cardioprotetta.

Il mezzo è stato consegnato dalla ditta produttrice venerdì 19 aprile. Il sindaco Francesco Bigiotti e il vicesindaco Luca Profili si sono complimentati con il presidente della Croce Rossa di Bagnoregio e Lubriano Stefano Bizzarri per la bella iniziativa, apprezzando l’impegno della Croce Rossa locale verso un territorio che riceve un flusso turistico importante, oltre 1 milione di presenze all’anno, e che ormai non può più prescindere da servizi adeguati anche in campo sanitario.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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