“Civita Castellana non ha più un sindaco: Caprioli sfiduciato dalla sua stessa maggioranza”
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Gli Stati Generali La Fune
CIVITA CASTELLANA – I consiglieri comunali di minoranza Simone Brunelli (Pd), Vanessa Losurdo (Pd), Yuri Cavalieri (Pdrc), Maurizio Selli (M5S), e Maurizio Serafinelli (M5S) intervengono dopo il rimpasto di giunta.

CIVITA CASTELLANA – I consiglieri comunali di minoranza Simone Brunelli (Pd), Vanessa Losurdo (Pd), Yuri Cavalieri (Pdrc), Maurizio Selli (M5S), e Maurizio Serafinelli (M5S) intervengono dopo il rimpasto di giunta.

“ Il rimpasto della giunta si è rivelato palesemente una farsa, un finto tentativo di imprimere un cambio di passo che in realtà si è concretizzato nell’ennesima spartizione di poltrone, imposta da logiche politiche viterbesi.

Civita Castellana di fatto non ha più un sindaco. Caprioli è stato totalmente delegittimato e sfiduciato dalla sua stessa maggioranza che, sotto minaccia del voto di sfiducia, lo ha costretto ad accettare ogni diktat, in primis le e dimissioni forzate del suo braccio destro Marco Gemma, costruendogli intorno una gabbia, marcato a vista da chi dovrebbe invece sostenerlo.

Un Sindaco coraggioso non avrebbe mai potuto accettare una simile prevaricazione, rinunciando al ruolo che è stato chiamato a svolgere, ma pensiamo atto che così non è stato.

Non possiamo poi non notare con dispiacere che l’unico assessore con esperienza e formazione politica, Carlo Angeletti, che avevea almeno tentato di affrontare a schiena dritta la questione ambientale, è stato estromesso dalla delega all’ambiente.

Al suo posto è stata gettata nella mischia una giovane assessora, che senza esprimere critiche pregiudiziali o strumentali si troverà a gestire una materia complessa ed estremamente delicata senza avere l’esperienza necessaria.

Il rimpasto va solamente a peggiorare la già grave situazione in cui Civita si trova. E’ l’ennesima perdita di tempo in un momento in cui le circostanze e le problematiche economiche, sociali ed aministrative avrebbero dovuto imporre serietà e senso delle istituzioni.

Insomma si tiene in vita un’amministrazione agonizzante solo per mantenere il controllo della città”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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