"Civita Castellana, la città che balla", ecco il libro su uno dei Carnevali più belli di Tuscia
LIBRO_CARNEVALE_CC_COVER
lafune_800 x 120
CIVITA CASTELLANA - "Sono trascorsi gli anni - dice Ermelinda Benedetti, coordinatrice editoriale - è cambiato il modo di festeggiarlo, ma lo spirito, l'entusiasmo e la goliardia di tutti coloro che si tuffano tra la folla mascherati sono rimasti gli stessi e si sono tramandati di generazione in generazione, permettendo a questo evento di poter contare oggi oltre 4000 presenze in maschera a ogni corso di gala".

CIVITA CASTELLANA – “Civita Castellana la città che balla. Storia del Carnevale Civitonico” è il titolo del libro scritto dal giornalista Ugo Baldi e dalla ricercatrice Francesca Pelinga, che racconta, attraverso 160 pagine e oltre 300 foto, la più importante manifestazione folcloristica dell’Agro Falisco.

Due gli appuntamenti fissati per scoprire il variegato universo di questo volume. Il primo è stato fissato per venerdì 7 febbraio 2020 nella sala conferenze della Curia Vescovile di Civita Castellana, in Piazza Matteotti 1, a partire dalle ore 18; interverranno giornalisti, antropologi e il gruppo musicale dei Trick Ballack.

La replica si terrà il giorno seguente, sabato 8 febbraio sempre alle ore 18, nei locali del Centro Commerciale Piazza Marcantoni di Civita Castellana, con la partecipazione della banda folcloristica La Rustica e tanti altri ospiti. La realizzazione del libro, edito dalla casa editrice A.I.D.I. (Accademia Internazionale d’Italia) di Sandro Anselmi, è stata possibile grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale di Civita Castellana e dell’azienda Ceramica Cielo.

“Quest’opera vuole essere un omaggio a una delle manifestazioni più longeve e apprezzate di Civita Castellana, il Carnevale – spiegano gli autori – Esso è nel Dna dei civitonici e lo sarà per sempre. Il libro, che ricostruisce accuratamente la storia dell’ultrasecolare festa nella cittadina della bassa Tuscia, partendo dai canti fescennini, passando per lo statuto comunale pubblicato nel 1566 fino ad arrivare ai giorni nostri, ne è la perfetta dimostrazione. Con le sue 160 pagine e le oltre 300 foto raccolte al suo interno, tra quelle in bianco e nero e quelle a colori, si afferma così il primo vero documento e punto di riferimento per tutti gli amanti dell’inimitabile Carnevale Civitonico”.

“Sono trascorsi gli anni – dice Ermelinda Benedetti, coordinatrice editoriale – è cambiato il modo di festeggiarlo, ma lo spirito, l’entusiasmo e la goliardia di tutti coloro che si tuffano tra la folla mascherati sono rimasti gli stessi e si sono tramandati di generazione in generazione, permettendo a questo evento di poter contare oggi oltre 4000 presenze in maschera a ogni corso di gala”.

800x120 (1)
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
POST FB 01
aiac_banner_01
domenicale post
Fune 300x300
lafune_300 x 600
asvis 2
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni