Civita Castellana, ennesimo morto da ribaltamento con il trattore. Serve più sicurezza.
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CIVITA CASTELLANA – La Fune esprime il proprio cordoglio per la morte di Rinaldo Massaccesi. Servono più controlli e più sicurezza per chi lavora su trattori e mezzi agricoli. Basta morire così.

CIVITA CASTELLANA – Rinaldo Massaccesi, 79 anni è morto per il ribaltamento del suo trattore a seguito di un incidente stradale. È l’ennesima vittima da ribaltamento di trattore.

Come redazione ci stringiamo intorno al dolore dei famigliari ed esprimiamo il nostro cordoglio.

Ma siamo convinti che in Italia, nel 2019, non si possa morire a causa del ribaltamento di un mezzo agricolo. Serve più sicurezza. Più controlli da parte degli organi competenti.

L’arco di protezione (o antiribaltamento) è un dispositivo di sicurezza “salvavita” che andrebbe installato su ogni mezzo agricolo. A nostro avviso andrebbe installato su tutti i mezzi e salverebbe molte vite umane.

Inoltre se un trattore ha un determinato peso e determinate dimensioni, non ci si possono agganciare trincia, erpici o pianali di dimensioni e peso superiore. Perché è normale che al primo dosso il mezzo si ribalterà.

La sicurezza sul lavoro non è uno scherzo. Chi deve controllare lo faccia e lo faccia bene.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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