Civita Castellana, bufera sul concerto di Loredana Bertè: la maggioranza si spacca sulla spesa da 100mila euro
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Una cifra che ha scatenato l’opposizione, ma anche i malumori all’interno della stessa maggioranza.

CIVITA CASTELLANA – Sette giorni di festa per onorare i santi patroni Marciano e Giovanni stanno facendo discutere più del previsto. Civita Castellana è finita al centro di una polemica che non risparmia nessuno, neppure il sindaco Luca Giampieri, accusato di aver esagerato con i costi.

Il caso è esploso quando, in nome della trasparenza, l’amministrazione ha pubblicato sull’albo pretorio il contratto del concerto di punta: Loredana Bertè. La regina del rock italiano canterà il 20 settembre per almeno 100 minuti, portandosi a casa un cachet di 78.840 euro. Se si aggiungono palco, service, sicurezza e diritti Siae, la spesa sale a quasi 100mila, euro cioè l’80% dell’intero budget della festa, che ammonta a poco più di 122mila euro.

Una cifra che ha scatenato l’opposizione, ma anche i malumori all’interno della stessa maggioranza. Una mossa insolita per un comune che, storicamente, ha sempre destinato somme più contenute alle celebrazioni religiose e civili. La città si ritrova così divisa. C’è chi vede nella scelta del sindaco un investimento per rilanciare il turismo e dare visibilità al territorio, e chi la giudica una spesa sproporzionata per un comune di queste dimensioni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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