

CIVITA CASTELLANA – Cosa faranno i civitonici? La domanda è destinata a fermentare per una settimana nella botte delle urne. Poi il ballottaggio e l’acclamazione del successore di Luca Giampieri, il grande sconfitto di questa tornata elettorale.
Analizzare il ballottaggio a Civita Castellana è quanto in molti stanno cercando di fare in queste ore. Occorre guardare non solo alle percentuali dei due candidati, ma soprattutto al peso degli altri schieramenti rimasti esclusi. Al primo turno, la situazione vedeva Danilo Corazza in netto vantaggio con il 39,16% dei voti, seguito da Claudio Parroccini al 26,16%. La sfida del secondo turno si gioca ora su come si ripartiranno i voti dei candidati esclusi, che insieme rappresentano oltre il 34% dell’elettorato.
Il bacino di Fratelli d’Italia (Luca Giampieri, 17,11%) è il nodo cruciale del ballottaggio. La coalizione di Parroccini (FI, UDC, Lega) e quella di Giampieri (FdI) appartengono allo stesso campo del centrodestra. Se tale area dovesse ricomporsi, Parroccini potrebbe teoricamente puntare a una base di partenza vicino al 43%. Tuttavia, il trasferimento dei voti non è mai automatico e dipenderà dalla coesione degli accordi politici locali. Poi c’è il bacino di Rifondazione Comunista (Francesco Antonio Romito, 9,88%). L’elettorato di sinistra potrebbe, per affinità programmatica, orientarsi verso Corazza, portandolo potenzialmente sopra la soglia del 49%. Quindi il terzo pozzo artesiano: il bacino di Civita Viva (Franco Laugeni, 7,70%), che rappresenta l’incognita più grande. Si tratta di voti civici che potrebbero essere contesi da entrambi i candidati, a seconda delle alleanze tattiche strette negli ultimi giorni di campagna elettorale.
Corazza parte da un vantaggio di circa 13 punti percentuali, una dote consistente che lo mette in una posizione di forza. Per Parroccini, la rimonta è possibile solo in caso di un ricompattamento totale e disciplinato del centrodestra e di una capacità di attrarre una parte significativa del voto civico. Ipotesi che non sembrerebbe tanto praticabile perché dentro il centrodestra a Civita Castellana si sono prodotte tossine difficilmente smaltibili su un tempo così breve come i quindici giorni tra primo e secondo turno. Il fattore determinante, come sempre accade nei secondi turni, sarà l’affluenza. In un contesto in cui il distacco iniziale è netto, la capacità di mobilitare chi al primo turno ha votato per altri candidati o chi si è astenuto sarà l’elemento chiave che deciderà chi guiderà Civita Castellana. E c’è già chi è pronto a scommettere su un fine settimana al mare per i meloniani nati e pasciuti all’ombra del Soratte.

















