Civita candidata Unesco, Nocchi: "Una grande opportunità per tutti i borghi del territorio"
Pietro Nocchi
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "Ora si apre un percorso verso la realizzazione di questo sogno per Civita di Bagnoregio. Una vittoria che tutto il territorio viterbese è pronto a festeggiare". Così in una nota il presidente della Provincia Pietro Nocchi.

“La Provincia di Viterbo esprime soddisfazione per il risultato emerso dall’approvazione del consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, che ha nominato Civita di Bagnoregio candidata italiana da presentare all’esame del comitato del patrimonio mondiale nel 2022.

È un onore che una porzione così unica e particolare del territorio del viterbese sia candidata a diventare patrimonio dell’umanità. Una grande opportunità di visibilità, non solo per Civita di Bagnoregio ma per tutti i meravigliosi e caratteristici borghi del nostro territorio, che con orgoglio festeggiano questa importante nomina.

Un risultato che restituisce valore al lavoro fatto in sinergia tra le istituzioni coinvolte e i cittadini, per identificare e far apprezzare al mondo intero le caratteristiche di un paesaggio unico nel suo genere.
In questo la vicinanza della Regione Lazio e dei nostri rappresentati locali nella valorizzazione del patrimonio del nostro territorio, è un elemento di supporto fondamentale per proseguire con un modello di sviluppo costruito su arte e bellezza.

Ora si apre un percorso verso la realizzazione di questo sogno per Civita di Bagnoregio. Una vittoria che tutto il territorio viterbese è pronto a festeggiare”. Così in una nota il presidente della Provincia Pietro Nocchi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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