Civita baciata da Frommer's, è tra le 10 bellezze del mondo da salvare
Civita di Bagnoregio
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Per il celebre portale di turismo Frommer's Civita di Bagnoregio è tra i 10 luoghi più belli del mondo a rischio scomparsa.

Civita di Bagnoregio nella top ten dei luoghi unici e più belli del mondo a rischio di scomparsa. A stilare la classifica il sito di viaggi Frommers’s, un’autorità nel settore turistico.

L’Italia ha due luoghi speciali su 10 ed è la più presente insieme Stati Uniti e Gran Bretagna. Per il BelPaese i luoghi magici da salvare sono Civita di Bagnoregio e Crespi d’Adda, nel Bergamasco.

La notizia è stata data da Repubblica che a propositi di Civita scrive: “L’affascinante città che muore fra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, fondata 2.500 anni fa dagli Etruschi è oggi fortemente a rischio di scomparire a causa di quegli stessi, profondi fenomeni erosivi già noti all’epoca che interessano la circostante valle dei Calanchi. Pochi mesi fa il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha lanciato un appello per darle un futuro. Un primo passo sarebbe ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità dall’Unesco”.
I luoghi degli Stati Uniti sono: Arcosanti, città sperimentale degli anni ’70 progettata dall’architetto torinese Paolo Soleri; Oak Bluffs, una cittadina sull’isola di Martha’s Vineyard nota per i suoi “gingerbread cottage”, le coloratissime casette di fine Ottocento, e le colonie Amana, un complesso di sette villaggi nell’Iowa centro-orientale.

Ci sono poi il villaggio neopalladiano di Portmeirion, nel Galles del Nord; il villaggio della chiesa di Gammelstad nei pressi della svedese Luleå; la cittadina slovacca di Vlkolínec; Jimingyi in Cina e l’inglese Letchworth Garden City, altra città ideale fondata nel 1903 da Raymond Unwin in base alle idee dell’urbanista Ebenezer Howard.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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