Civita, appello da Expo per il salvataggio
Civita di Bagnoregio
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Lunedì mattina il sindaco Francesco Bigiotti lancerà dall'Expo di Milano l'appello per il salvataggio della "città che muore" e per il suo riconoscimento a patrimonio dell'Unesco.

Civita di Bagnoregio al centro di expo 2015. Il sindaco Francesco Bigiotti pronto a lanciare da Milano l’appello per la tutela del gioiello d’Italia e per il riconoscimento della “città che muore” come patrimonio dell’Unesco. 

Lunedì 14 settembre alle ore 12 presso lo spazio della Regione Lazio, all’interno del Padiglione Italia, lo stesso sindaco Bigiotti rinnoverà l’appello davanti a un parterre di ospiti istituzionali e non. La conferenza promossa dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura vedrà anche altri sindaci e figure di spicco del territorio che racconteranno le iniziative previste per valorizzare le bellezze paesaggistiche dei loro comuni di pertinenza.

Dopo aver raccolto le firme di oltre 150 tra personaggi dello spettacolo e grandi personalità italiane, che spaziano dal calciatore Francesco Totti all’attrice Sabrina Ferilli, passando per il comico Gigi Proietti, il regista Giuseppe Tornatore e l’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l’appello per salvare Civita di Bagnoregio e la Valle dei Calanchi dalle calamità, dagli agenti atmosferici e dall’incuria che mette a rischio la storia millenaria di questi luoghi sbarca anche a Expo 2015.

Meglio conosciuta come ”la città che muore”, per lo spopolamento e per il precario equilibrio della rupe su cui poggia e dalla quale si eleva, Civita di Bagnoregio si trova al centro del suggestivo scenario della Valle dei Calanchi, tra la valle del Tevere e il lago di Bolsena, all’incrocio di Umbria, Toscana e Lazio. Paradossalmente sempre uguale a se stessa, la località vive in un perenne contrasto tra antico e moderno, dove quest’ultimo la sfiora senza mai veramente conoscerla, protetta da un prolungato quanto splendido isolamento, occultata tra le balze e i boschi dell’alto Viterbese.

In costante altalena tra istinto di morte e distruzione, tra cause naturali e azione dell’uomo. Ed è in questo ”gioco delle parti” che il paesaggio in evoluzione della Valle dei Calanchi evoca in sé il motivo antico della creazione e della dissoluzione.

Prenderanno parte alla conferenza Gianni Bastianelli (Direttore Generale Agenzia Regionale del Turismo), Sandro Bartolomeo (Sindaco di Formia), Francesco Bigiotti (Sindaco di Bagnoregio), Danilo Grossi (Assessore alla Cultura Comune di Cassino), Simone Petrangeli (Sindaco di Rieti), Giovanna Pugliese (Coordinatore Progetto ABC Arte Bellezza Cultura) e Fabio Refrigeri (Assessore Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente Regione Lazio).

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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