Civici: "Rocca e i Fratelli d'Italia avevano già deciso il ridimensionamento della scuola del Carmine"
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VITERBO - L'accusa di Sabatini che fa alla Provincia non corrisponde alla realtà dei fatti. Al contrario, è stato il gruppo di FdI che ha abbandonato l'aula e il territorio. Per loro l'unica cosa che conta è solo l'obbedienza al partito.

VITERBO – “Il Presidente Rocca e Fratelli d’Italia avevano già deciso il ridimensionamento del Carmine. Durante la votazione della delibera in consiglio provinciale, che voleva salvaguardare le scuole viterbesi, l’unico gruppo che si è alzato e non ha partecipato al voto è stato proprio quello di Fratelli d’Italia. Un segnale chiaro di come la pensano”. Così i consiglieri provinciali del Patto Civico Umberto Di Fusco e Maria Rita De Alexandris.

“Hanno deciso – continuano in una nota – di non assumersi nessuna responsabilità e se tutti avessimo fatto come loro avremmo dato la scusa alla Regione che il territorio non aveva dato indicazioni. Quindi l’accusa di Sabatini che fa alla Provincia non corrisponde alla realtà dei fatti. Al contrario, è stato il gruppo di Fratelli d’Italia che ha abbandonato l’aula e il territorio. Dimostrando che per loro l’unica cosa che conta è solo l’obbedienza al partito e non il bene della comunità.

Il Presidente Romoli e i gruppi provinciali in un processo di condivisione, hanno tentato fino all’ultimo di poter votare una delibera all’ unanimità, che vedesse una corale difesa del territorio anche con altre soluzioni indipendenti dal credo e dal colore politico. Purtroppo tutto ciò non è stato possibile nonostante lo sforzo che è stato fatto: sei commissioni consiliari, tre consigli provinciali, tutte le interlocuzioni con i Sindaci.

Questi sono i fatti e arrampicarsi sugli specchi è una mancanza di rispetto nei confronti di chi tutti i giorni è in prima linea per la formazione e l’educazione dei nostri ragazzi”.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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