Città termale, Solidarietà cittadina: "La questione terme scotta"
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La triste storia delle terme Inps è nota a tutti e la volontà dei Sensi (attuali gestori Terme dei Papi) di non volere ridurre il proprio utilizzo di acqua termale complica il quadro di rinascita dell'importante struttura. Che farà la politica?

Il tema di Viterbo città termali è in realtà uno dei più trascurati e al tempo stesso interessanti. Cosa è successo a Viterbo negli ultimi venti anni sul fronte delle terme? Perché altre città, con risorse termali più esigue, hanno costruito ricchezza e posti di lavoro più che nella città dei papi? Quanto è colpevole la politica che c’è stata? E quanto intende essere colpevole la politica che c’è?

Abbiamo letto con attenzione un comunicato inviato da Solidarietà Cittadina, a firma di Franco Marinelli. Un intervento importante per aprire un dibattito e per darci la volontà di costruire un’inchiesta giornalista sul termalismo viterbese. Ci lavoreremo nei prossimi mesi, cercando di dare il meglio. Intanto ascoltiamo con attenzione i punti interrogativi sollevati da Solidarietà Cittadini, punti interrogativi che mettono un po’ in imbarazzo la classe politica viterbese. Di ieri e forse di oggi.

 

IL COMUNICATO STAMPA DI SOLIDARIETA’ CITTADINA

“No, non lo faro mai”. E’ questa la risposta che Fausto Sensi, re indiscusso dell’acqua termale a Viterbo, ha dato al consiglio comunale del 24 luglio 2014 in merito all’esecuzione dei lavori da attuare presso le Terme dei papi, per portare la portata dell’acqua da 44 litri al secondo a 22 litri al secondo.

€Non è possibile farla funzionare con 22 litri al secondo. Sì, è questa la ragione per cui, il patron non può iniziare i lavori alle Terme dei Papi. Ma, 22 litri al secondo per un complesso come quello sono assai. Ricordiamo che le famosissime terme di Montecatini con una piscina termale di 2400 mq, e un centro benessere di 4800 mq, si mantiene, riccamente, su appena 14,9 litri al secondo.

Che ci deve fare Sensi con gli altri 22 litri riscaldarci mura e pavimenti in modo da non avere costi per il riscaldamento? Ma questa è fantascienza! Ci chiediamo come sia possibile dire di no a una delibera del consiglio comunale di Viterbo. E ancora, è possibile fare la voce grossa paventando la chiusura la struttura in discussione? Sembra proprio di sì.

La questione terme scotta e quello che pare evidente è che l’acqua debba rimanere solo nelle mani di uno. Nessun altro può avere la possibilità di sfruttare una risorsa naturale, pubblica. Sensi batte i piedi e sembra dire: o tutto o niente, se mi togliete l’acqua, nessuno farà più il bagno! Un po’ come quando si gioca da bambini: pur di non dividere un giocattolo con gli amici, magari, si preferisce romperlo. In fondo, già qualcosa che era di tutti è stato rotto.

Le terme Inps sono a un passo e le macerie, anche se una folta vegetazione sta facendo del tutto per ricoprirle, continuano a ricordare, a chiunque passi di lì, che quella struttura meravigliosa, più di vent’anni, fa funzionava e portava lustro e lavoro nel comune di Viterbo. Una struttura grande e imperiosa, distribuita su sette ettari, richiamava utenti da tutta Italia con un indotto di più di 5000 assistiti l’anno.

Gente che veniva a Viterbo mangiava, dormiva. Usciva e spendeva soldi. Cento dipendenti mandavano avanti la struttura e altrettanti trimestrali venivano assoldati nei mesi dove le richieste aumentava. Non si pagava nulla, o meglio era l’Inps che dava la possibilità, a chi ne avesse bisogno, la possibilità di curarsi.

E’ strano non poter utilizzare l’acqua che è di tutti e ancora più strano aver visto morire una struttura gigantesca e utilissima. Sensi batte i piedi e il nostro sindaco Michelini gli dice “€œtroveremo una soluzione”.€ Il sindaco di Viterbo si deve preoccupare per il bene comune e, forse, Sensi non è abituato alle leggi di mercato che si fondano sulla concorrenza. Questa storia va avanti da più di vent’anni.

Molti si chiedono se nel cassetto del sindaco ci sia un testamento incollato sul fondo che dichiari che chiunque metta le mani su quella scrivania, di destra di sinistra o di centro, non debba far ripartire le terme e Inps. Il termalismo a Viterbo è solo un argomento per far campagna elettorale un po’ come il tema dei pendolari Roma-Viterbo, il lavoro per i giovani e il creare un grande polo agroalimentare.

Franco Marinelli
Solidarietà cittadina

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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