Città termale, serve costruire una cultura locale sui vantaggi per la salute
Foto di terapia inalatorie
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VITERBO - Il dato qualitativo registrabile racconta di una scarsa sensibilità dei viterbesi in genere sull'argomento. Solo una piccola percentuale ha una cultura termale e conosce e frequenta i siti termali, sia a pagamento che quelli liberi. 

VITERBO – Una città termale che non è riuscita a sviluppare una cultura dell’importanza dell’uso delle cure termali presso i propri cittadini è un fallimento amministrativo conclamato. Che Viterbo rientri in questo caso è dato dai numeri delle terapie inalatorie prescritte. 

Il dato qualitativo registrabile racconta di una scarsa sensibilità dei viterbesi in genere sull’argomento. Solo una piccola percentuale ha una cultura termale e conosce e frequenta i siti termali, sia a pagamento che quelli liberi. 

Palazzo dei Priori non ha mai fatto nulla per accrescere la consapevolezza del benessere possibile e di come le cure termali possano migliorare la salute sotto diversi aspetti. Eppure sostenere la salute dei cittadini dovrebbe essere un tema anche degli amministratori locali.

Sicuramente un uso corrette delle terme potrebbe anche ridurre certi problemi di salute e consumo di farmaci, determinando risparmi interessanti anche per la Asl. 

Stiamo accendendo i riflettori su una partita mai giocata, quella della comunicazione utile a stimolare la domanda locale di cure termali e capace di influire positivamente sulla salute e la vita dei viterbesi. Una città termale passa anche da questo, dalla costruzione di consapevolezza di cosa significa davvero il termalismo. Chissà se nel prossimo bilancio l’amministrazione Frontini deciderà di stanziare fondi per strutturare una valida campagna di comunicazione locale che vada in questa direzione oppure anche questa nuova giunta continuerà sulle orme del passato. Le stesse orme che sul fronte del termalismo non hanno portato da nessuna parte.  

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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