
VITERBO – Una città termale che non è riuscita a sviluppare una cultura dell’importanza dell’uso delle cure termali presso i propri cittadini è un fallimento amministrativo conclamato. Che Viterbo rientri in questo caso è dato dai numeri delle terapie inalatorie prescritte.
Il dato qualitativo registrabile racconta di una scarsa sensibilità dei viterbesi in genere sull’argomento. Solo una piccola percentuale ha una cultura termale e conosce e frequenta i siti termali, sia a pagamento che quelli liberi.
Palazzo dei Priori non ha mai fatto nulla per accrescere la consapevolezza del benessere possibile e di come le cure termali possano migliorare la salute sotto diversi aspetti. Eppure sostenere la salute dei cittadini dovrebbe essere un tema anche degli amministratori locali.
Sicuramente un uso corrette delle terme potrebbe anche ridurre certi problemi di salute e consumo di farmaci, determinando risparmi interessanti anche per la Asl.
Stiamo accendendo i riflettori su una partita mai giocata, quella della comunicazione utile a stimolare la domanda locale di cure termali e capace di influire positivamente sulla salute e la vita dei viterbesi. Una città termale passa anche da questo, dalla costruzione di consapevolezza di cosa significa davvero il termalismo. Chissà se nel prossimo bilancio l’amministrazione Frontini deciderà di stanziare fondi per strutturare una valida campagna di comunicazione locale che vada in questa direzione oppure anche questa nuova giunta continuerà sulle orme del passato. Le stesse orme che sul fronte del termalismo non hanno portato da nessuna parte.


















