Città Smart, Viterbo ancora nella zona bassa della classifica
Viterbo dall'alto
800 Monastero
La Città dei Papi arriva 73esima a livello nazione, terza nel Lazio, manca la capacità di aggregare, innovare e saper attrarre le eccellenze

Diffusi ieri i risultati della nuova indagine iCityRate 2016, l’indagine realizzata da FPA che stila la classifica delle città italiane analizzando 106 Comuni capoluogo sulla base di 105 indicatori statistici (in aumento netto rispetto agli 84 dello scorso anno) e sette dimensioni tematiche: Economy, Living, Environment, People, Mobility, Governance e Legality.

La Città dei Papi si colloca al 73esimo posto della classifica su 106, non proprio in direzione della vetta. Ma il problema che soffre Viterbo sembra essere lo stesso che affligge buona parte della nostra regione. Nel Lazio, infatti, la Tuscia arriva terza su cinque città. Al primo posto c’è Roma, che occupa la 21esima posizione a livello globale, poi Frosinone (70esima). Subito dopo Viterbo arriva Latina al 74esimo posto, mentre Rieti si aggiudica il 78esimo posto, arrivando ultima nel Lazio.

“Quest’anno più che in passato ICityRate va a misurare, unitamente alla qualità del vivere urbano, la capacità delle città di farsi piattaforma abilitante, di guardare a traguardi lunghi facendo scelte e investimenti che puntano sui nuovi driver di sviluppo. – commenta Gianni Dominici, Direttore di FPA e curatore della ricerca – Il paradigma della Smart City negli ultimi anni ha sempre di più spostato l’accento dall’innovazione tecnologica all’innovazione sociale, al co-design, alla gestione dei beni comuni. In questa direzione sono andate le strategie europee della nuova programmazione, e in questa direzione stanno andando le politiche locali”.

Per questo motivo da quest’anno, la classifica si è dotato di nuove variabili che vanno a misurare la capacità delle città di accogliere e saper gestire i flussi migratori; attrarre cervelli e talenti e generare imprese innovative; attrarre finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione; rendere disponibili i dati pubblici; agevolare le pratiche d’uso sociale degli spazi pubblici; attivare reti e relazioni per la sostenibilità e la gestione delle politiche smart; garantire gli adeguati livelli di sicurezza e legalità.

Tutte azioni nelle quali la Città dei Papi, come le altre della regione, non sembrano dominare appieno…anzi. Le città più smart si trovano al nord: Milano, Bologna, Venezia, Firenze, Padova e Torino. A scendere tutte le altre, fino al 21esimo posto dove c’è la Capitale, mentre un gioiello del sud come Napoli occupa l’89esima posizione, ancora più bassa di Viterbo.

Da sottolineare il divario tra la capitale finanziaria e quella amministrativa d’Italia, Milano e Roma. La prima si allontana dalle altre e conquista ancora una volta la vetta, mentre Roma peggiora. La forbice tra le due è passata da 127 punti del 2015 ai 155 di quest’anno. Solo nel capitale umano Roma riesce a tenere testa a Milano, ma negli altri indicatori la lotta non si vede neanche.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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