"Città delle Terme o dell'immondizia?"
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Roberto Talotta di Fondazione commenta la situazione di degrado di alcune aree del viterbese attaccando il Sindaco.

Viterbo città termale o dell’immondizia? Roberto Talotta di Fondazione commenta la situazione di degrado di alcune aree del viterbese attaccando il Sindaco. La vicenda del rimpasto, che sta montando sotto traccia è il piglio dal quale Talotta parte per criticare l’amministrazione in seguito alla pubblicazione da parte di varie testate di immagini che attestano il degrado di alcune aree della città: dalle mura alle terme Carletti, al Bullicame.

“Mentre il Sindaco di Viterbo è alacremente impegnato per dare un nuovo assetto alla sua Giunta Comunale, indeciso più che mai nel gioco del tris d’assessori, Egidi, Mancinelli e Tofani – commenta Talotta – la città continua ad essere abbandonata a se stessa e nemmeno le cose più belle che la natura ci ha donato sfuggono all’incuria e al disinteresse di chi dovrebbe garantire un minimo di decenza e di riguardo; tanto per fare un esempio, questa mattina lo spazio del Bullicame di strada Terme si presentava così agli occhi delle persone e dei turisti che, tutti i giorni, sfruttano le proprietà benefiche del termalismo viterbese: una montagna di rifiuti e di rimasugli che sovrastano i bidoni di raccolta, sparsi ovunque e che danno una immagine assolutamente squalificante di un sito che meriterebbe ben altra pubblicità e condizione. Se non si riesce a tenere pulita una zona della città così importante e determinante per il turismo locale, come si può pretendere di ridare vita allo splendore di una volta delle ex “terme INPS”? E non va meglio nei quartieri di Viterbo e, anche qui a titolo di esempio, alcuni marciapiedi, come quelli di via Tarconte a santa Barbara, nonostante i continui solleciti inoltrati anche pubblicamente, sono praticamente interdetti alla transitabilità perché invasi dai rami degli alberi mai potati e che nessuno si prende l’incombenza di rimuovere, trasformando gli stessi in sentieri simili a quelli della foresta amazzonica”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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