Ciorba si tira fuori dal toto-assessore: "Il sindaco me l'ha chiesto ma serve qualcuno che garantisca una presenza assidua"
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VITERBO - "Sono sicuro che il mio sindaco potrà trovare tra i suoi 186 candidati che hanno lottato come leoni per far trionfare il Patto Civico, magari anche tra quelli non eletti alla carica di consigliere comunale della lista dove mi aveva inserito, la persona che potrà svolgere il ruolo di assessore".

VITERBO – “Si fa il mio nome tra i papabili assessori. E’ vero il mio Sindaco Chiara Frontini mi ha chiesto di entrare in giunta comunale e sono veramente lusingato di questa richiesta e la ringrazio di cuore ma non potrò accettarla, come già comunicatole, perché impegni professionali e soprattutto sopravvenuti impegni personali, che necessitano la mia presenza costante, mi rendono indisponibile a svolgere il ruolo di assessore”. Così Marco Ciorba che si tira fuori dal toto assessore in atto in questi giorni. 

“Ritengo infatti che il ruolo in giunta sia di primaria importanza nel governo della città di Viterbo, ed è un ruolo che necessita di una presenza assidua quotidiana, viste anche le condizioni pessime in cui versa l’intero territorio comunale. Un assessore non presente o un assessore part-time è un insulto ai cittadini – continua Ciorba -.

Sono sicuro che il mio sindaco potrà trovare tra i suoi 186 candidati che hanno lottato come leoni per far trionfare il Patto Civico, magari anche tra quelli non eletti alla carica di consigliere comunale della lista dove mi aveva inserito, la persona che potrà svolgere il ruolo di assessore”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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