Ciocchetti (Lega): "Massimo impegno contro l'arrivo di scorie nucleari nella Tuscia"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "Si riapre la questione dei siti idonei ad ospitare i rifiuti nucleari, individuati, per gran parte, nel viterbese: il ministero chiede approfondimenti a Sogin sui criteri di esclusione adottati per stilare la Cnai (la carta nazionale per l’individuazione delle aree idonee per il deposito di scorie nucleari)".

VITERBO – “Si riapre la questione dei siti idonei ad ospitare i rifiuti nucleari, individuati, per gran parte, nel viterbese: il ministero chiede approfondimenti a Sogin sui criteri di esclusione adottati per stilare la Cnai (la carta nazionale per l’individuazione delle aree idonee per il deposito di scorie nucleari). Evidentemente, qualche dubbio c’è sulle zone indicate e su quelle escluse. È questo il momento di tornare a difendere la Tuscia con ancora più forza contro il rischio di diventare un deposito di rifiuti nucleari”. Così il candidato della Lega alle regionali Edoardo Ciocchetti. 

“La gran parte dei siti ritenuti idonee allo scopo, ben 22, sono stati individuati proprio nel viterbese – continua Ciocchetti -. Oggi apprendiamo che anche secondo lo stesso governo qualcosa andrebbe chiarito. Non abbassiamo la guardia, dunque, da parte mia, come candidato a consigliere regionale della Lega, ci sarà il massimo impegno contro una scelta a mio avviso scellerata verso un territorio la cui economia è a vocazione prettamente agricola che annovera eccellenza eno-gastronomiche di caratura mondiale. Per non parlare dell’impatto che tale circostanza potrebbe provocare sull’altra voce vitale dell’economia locale: il turismo, alimentato dal patrimonio storico culturale lasciato da etruschi e falisci. Sappiamo bene che le scorie andranno comunque stoccate in Italia, e non siamo contrari a questo, ma ci sono centinaia di siti con ettari di terreni incolti o desertificati che, a mio avviso, potrebbero essere la scelta più opportuna”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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