Cinquecento per Caffeina, il 22 gennaio incontro al Teatro di via Cavour

VITERBO - Non solo il Natale ma anche lo storico festival estivo potrebbero levare le tende. L'argomento spacca la città, dove la questione tende ad attivare vere e proprie tifoserie che spesso scambiano la soddisfazione dei propri "movimenti di pancia" con l'interesse della città e del territorio.
VITERBO – Arriva a cinquecento persone il gruppo whatsapp ‘Voglio Caffeina a Viterbo’. Il 22 gennaio al Teatro Caffeina è previsto un incontro con al centro il tema della permanenza della Fondazione e delle sue azioni nel capoluogo della Tuscia.
Non solo il Natale ma anche lo storico festival estivo potrebbero levare le tende. L’argomento spacca la città, dove la questione tende ad attivare vere e proprie tifoserie che spesso scambiano la soddisfazione dei propri “movimenti di pancia” con l’interesse della città e del territorio.
Il tema è in realtà molto più serio di quanto possa apparire. Essendo Caffeina una realtà che è stata capace di modificare diverse cose nell’aspetto e nella dimensione percettiva di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…


















