Cinque Stelle: "Il Lago di Bolsena e il Fiume Marta bene comune da salvare dall’inquinamento e dall’inerzia della politica"
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Il Movimento Cinque Stelle accende i riflettori sulla situazione del Lago di Bolsena. Lo fa con una nota inviata alle redazioni dei giornali viterbesi, che riportiamo integralmente.

Il Movimento Cinque Stelle accende i riflettori sulla situazione del Lago di Bolsena. Lo fa con una nota inviata alle redazioni dei giornali viterbesi, che riportiamo integralmente.

 

“Il Lago di Bolsena e il Fiume Marta sono i beni comuni da difendere dall’inquinamento, ma soprattutto dall’inerzia della politica che non si prende cura della qualità delle acque del lago e lascia che a difenderlo siano soltanto i cittadini e le loro denunce.

Sono anni difatti, che combattiamo per la difesa del nostro lago di Bolsena denunciando situazioni allarmanti, a partire dal continuo malfunzionamento del collettore circumlacuale CO.BA.LB che ha provocato continui sversamenti che hanno portato alla condizione attuale, nonostante il resto della politica dai “buoni propositi “ limitati chiaramente ed esclusivamente per le varie campagne elettorali sponsorizzate addirittura con lo slogan “ lago da bere”.

Visto che dopo tanti proclami nessuno è concretamente intervenuto con azioni importanti per la salvaguardia, come se lo stato del lago e del fiume Marta che sfocia a Tarquinia portandosi dietro tutto, non riguardasse anche la “salute” dei cittadini oggi, finalmente, dopo una serie di denunce, petizioni alla Commissione Europea presentate dall’Ing. Piero Bruni e, per ultimo, anche l’esposto presentato dal M5S alla Procura di Viterbo e dal SIB a quella di Civitavecchia, qualcosa si è mosso; le indagini congiunte dei carabinieri forestali e della stazione navale della guardia di finanza di Civitavecchia, hanno portato al sequestro di 7mila metri cubi di rifiuti speciali che sarebbero stati illecitamente stoccati dalla Cobalb spa. Si sta indagando sulle presunte irregolarità nella gestione dell’impianto di depurazione reflui urbani degli 8 comuni costieri del Lago di Bolsena, indagini finalizzate prioritariamente all’individuazione delle responsabilità, circa il pessimo stato di efficienza dell’impianto di trattamento reflui.

Ora che si cerca di individuare le responsabilità, si proverà a scaricare le colpe su altri; certo è che in 20 anni anziché migliorare si è solo peggiorato. Non dimentichiamo che a settembre 2017 è stato affidato l’appalto per i lavori di sistemazione e riqualificazione dell’anello circumlacuale e del depuratore di Marta iniziati, dopo una lunga serie di
rimandi, solo a fine febbraio 2018; l’affidamento dei lavori ha suscitato non poche perplessità su cui speriamo, si faccia chiarezza.

Nella speranza che vengano accertate tutte le responsabilità, la certezza è che la qualità delle acque del lago di Bolsena da buona nel 2016 è passata a sufficiente nel 2017 e che l’eutrofizzazione causata dai continui sversamenti e anche da un’agricoltura non responsabile, purtroppo non sarà recuperabile. Quello che possiamo fare oggi, dopo lo scempio compiuto, è soltanto educare al rispetto dell’ambiente e sperare di salvare un patrimonio naturalistico che ci invidiano tutti”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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