
VITERBO – Le famiglie Selvaggini, Paiolo e i loro parenti non hanno più una casa. Le loro abitazioni sono state distrutte dalla tromba d’aria che nel weekend ha flagellato la Tuscia.
In tutto cinque famiglie private del bene più prezioso: la propria abitazione.
Per far fronte all’emergenza l’amministrazione comunale ha messo a disposizione alloggi dei servizi sociali, ma quasi tutti, con grande dignità, si sono arrangiati da parenti o amici, qualcuno in altre case di proprietà.
“Chiederemo lo stato di calamità” – queste le parole del sindaco Arena che stima i danni causati dal maltempo in diverse decine di milioni di euro.
Una tromba d’aria violentissima, molto più forte di quelle che siamo abituati a vedere dalle nostre parti assicurano i testimoni, che in pochi minuti ha divelto querce, pini secolari e ulivi , abbattuto pali della luce abbattuti, scoperchiato tetti e coperture di capannoni agricoli, danneggiato colture e impianti fotovoltaici. Un vento così forte da tirar giù un traliccio dell’ alta tensione.
Vigili del fuoco al lavoro senza sosta, per rimuovere alberi, rami e detriti finiti in strada. Coadiuvati da polizia e carabinieri nella non facile gestione della viabilità.
Il maltempo non sembra voler abbandonare la Tuscia: alla prima allerta meteo della protezione civile regionale, diramata sabato per il 30 agosto e le successive 18-24 ore, ne è seguita un’altra oggi per il 31 e fino alle 18 ore successive.
Anche oggi sarà un’altra giornata di grandine, pioggia, vento e temporali. Speriamo senza danni.


















