"Mi sono schiantato contro un cinghiale"
cinghiale su strada - incidenti
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Il racconto di un incidente causato dall'attraversamento improvviso della strada da parte di un cinghiale. Il malcapitato protagonista è Sante Fabbri, consigliere comunale d'opposizione a Vitorchiano.
Sante Fabbri con Ghione di Striscia

“A pensarci ancora tremo. Ero in macchina, una sette posti, con mia moglie e quattro bambini piccoli. Me lo sono trovato davanti, all’improvviso. Non ho avuto il tempo di fare niente che già era davanti alla mia macchina”, è questo l’inizio del racconto che un lettore ci fa al telefono. E’ rimasto colpito dal nostro articolo sui cinghiali alle porte del centro di Viterbo e ha voluto raccontarci il suo incidente per lanciare un messaggio alle autorità competenti: “Intervenite su questo tema, sembra una cosa quasi banale ma potrebbe esserci qualcuno che finisce con il rimetterci la vita”, continua.

 

Dall’altra parte del telefono un cittadino della Tuscia, tra l’altro anche un personaggio pubblico. Si tratta di Sante Fabbri, consigliere comunale d’opposizione a Vitorchiano. Poco tempo fa l’incidente contro un cinghiale che fortunatamente non ha creato problemi a chi era a bordo della sua macchina. Alla macchina sì, un bel danno.

 

“Il cinghiale non è morto, è purtroppo rimasto ferito ma è comunque riuscito a trascinarsi nel bosco e allontanarsi”, ci racconta Fabbri. Il fatto si è verificato in strada Piangoli, quella che collega Vitorchiano alla Palanzana. “Si tratta di una strada già molto pericolosa – continua il racconto -. Anzi colgo l’occasione per chiedere un intervento di risistemazione. Sembra un sentiero di guerra, con buche e crateri anche molto profondi. Ora il pericolo è aumentato ancora di più per la presenza sempre più numerosa dei cinghiali. Bisogna che chi di dovere dia delle risposte concrete, non si può rischiare la vita così sulle strade della nostra provincia”.

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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