Cinghiali, Lav: "Ucciderli non risolve nulla, serve educare i cittadini sulla differenziata"
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VITERBO - Martedì 17 ottobre LAV ha partecipato al Consiglio Comunale straordinario aperto su 'Problematiche conseguenti alla presenza dei cinghiali in città'.

VITERBO – Martedì 17 ottobre LAV ha partecipato al Consiglio Comunale straordinario aperto su ‘Problematiche conseguenti alla presenza dei cinghiali in città’.

“Siamo stati l’unica e isolata voce in difesa dei cinghiali, ma eravamo consapevoli che sarebbe successo: abbiamo dovuto ascoltare l’utilizzo di parole feroci e aggressive, abbattimento probabilmente la più frequente, la più violenta, che non possiamo tollerare applicata ad esseri senzienti, con diritto al rispetto e alla vita – così in una nota dell’associazione -.

Non possiamo permettere che la soluzione alla presenza dei cinghiali in città si possa risolvere, in modo sbrigativo e grossolano, con la loro uccisione. Gli stessi consiglieri che oggi sono favorevoli e propongono l’abbattimento degli ungulati, sono coloro che avevano sottoscritto, in occasione delle ultime elezioni Amministrative 2022, il programma Lav(@lav.viterbo), evidentemente alla ricerca di voti, e che oggi tradiscono.

Ci si dovrebbe chiedere piuttosto il motivo della loro presenza, considerato che l’area urbana non è il luogo in cui dovrebbero vivere gli animali selvatici, nello specifico i cinghiali. Ma lo sfrenato consumo di suolo da parte dell’uomo e l’invasione degli spazi abitati dagli animali selvatici, l’introduzione dei cinghiali non autoctoni da parte delle lobby che avevano bisogno di numerosi soggetti a cui sparare, l’indifferenza e la sottovalutazione dello stato delle cose da parte degli amministratori che si sono succeduti, ha portato alla situazione attuale.

Pertanto, per evitare i problemi che sicuramente rendono difficile la vita dei cittadini, si dovrebbe optare per scelte opportune e non cruente quali: l’attenzione alla raccolta dei rifiuti, in particolare organici, con diversi e più frequenti orari di raccolta, evitando così che i cinghiali possano trovare continuamente cibo a disposizione; il rispetto delle norme di raccolta dei rifiuti, e posizionamento di mastelli anticinghiale nelle zone a maggiore frequentazione degli ungulati; la pulizia a terra in presenza di alberi da frutto o ghiande, raccolta dei frutti prima che cadano a terra; e, soprattutto, una campagna di educazione dei cittadini al rispetto delle regole inerenti la corretta raccolta dei rifiuti, al
rispetto degli orari, ma anche ad un corretto modo di comportamento con gli animali selvatici, che non devono essere socializzati.

Se non saranno rispettate queste regole, in presenza di cibo a disposizione, i cinghiali continueranno a passeggiare in città, e se saranno uccisi ne arriveranno altri. Per contenere la presenza degli ungulati è stato proposto anche il riconfinamento del Parco dell’Arcionello, polmone verde dalla città, che appare un assurdo passo indietro, considerato anche che la Provincia ha incaricato, già da tempo, un professionista per la redazione del progetto di riqualificazione dell’intera area, e un tavolo per la progettazione partecipata, di cui LAV fa parte insieme a tante altre associazioni e privati cittadini.

Infine, vorremmo ricordare che gli abbattimenti selettivi, come qualsiasi intervento diretto a limitare il numero degli animali, non rappresentano una soluzione efficace, né duratura nel tempo: se, dopo tanti anni di politiche di uccisioni degli animali selvatici, il problema è aperto, ciò significa che la politica finora adottata non è la soluzione. Dal 2005 il cinghiale può essere cacciato con metodo selettivo, per tutto l’anno e a qualsiasi ora, tuttavia, nonostante la sostanziale assenza di limiti alla sua cacciabilità, i problemi correlati alla presenza dei cinghiali sembrano essere in continuo incremento, a dimostrazione che la caccia non solo non riesce a contenere il numero degli ungulati, ma addirittura appare essere un fattore che contribuisce ad aumentarli”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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