Cinghiali, in Italia popolazione raddoppiata in 10 anni
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VITERBO - Il responsabile biodiversità Wwf Franco Ferrari: "I cacciatori non risolvono il problema perché l'hanno creato loro".

VITERBO – La popolazione di cinghiali sul suolo italiano è raddoppiata da 500mila esemplari a oltre 1 milione in appena dieci anni. I dati Ispra sull’incremento della popolazione di cinghiali in Italia sono allarmanti.

Preoccupazione tra gli agricoltori, che sempre più spesso vedono le loro coltivazioni devastate da branchi di ungulati.

Il responsabile del servizio coordinamento Fauna Ispra Piero Genovesi analizza le cause del fenomeno. “La crescita dei boschi, l’abbandono delle campagne, la maggior regolamentazione della caccia e la creazione di aree protette hanno creato più ambienti idonei alla fauna e al cinghiale in particolare. Ma ci sono anche altri fattori, come le immissioni di cinghiali a scopo venatorio, ora vietate, e le ibridazioni col maiale domestico, che sono ancora più prolifici del cinghiale selvatico”.

Franco Ferrari, responsabile agricoltura e biodiversità Wwf, sostiene che “per ridurre la popolazione dei cinghiali il rimedio non è la caccia: si è aumentato il numero delle giornate di caccia e il numero di animali prelevabili, ma gli animali sono continuati ad aumentare. I cacciatori non possono risolvere il problema, perché sono coloro che l’hanno creato. Bisogna invece coinvolgere gli agricoltori, attraverso le tecniche delle catture attraverso i corral, recinti che consentono di catturare interi branchi di cinghiali”.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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