Cinghiali a Viterbo: una volta catturati, dove finiscono? Abbiamo fatto la domanda (che tutti si fanno)
cinghiali
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Abbiamo accolto le vostre domande e chiesto all'Assessore Patrizia Notaristefano che ne sarà dei cinghiali.

VITERBO – È la domanda che aleggia ovunque, più insistente dei cinghiali sotto casa: una volta catturati, che fine fanno?
Gabbie sì, fucili no, civiltà forse. Ma poi?

Lo abbiamo chiesto direttamente all’assessore Patrizia Notaristefano, che ha fatto chiarezza sul destino degli esemplari coinvolti nel piano di contenimento avviato dal Comune. La risposta?

“Gli esemplari catturati in gabbia seguiranno la filiera del macello – spiega l’assessora –. Parliamo di carni commestibili, destinate al consumo. I soggetti narcotizzati invece, per motivi sanitari e normativi, verranno immediatamente inceneriti. Dipenderà comunque dal soggetto che si aggiudicherà il servizio”.

Tradotto: chi finirà nella rete senza passare per tele-narcosi o eutanasia, potrebbe finire in tavola. Chi verrà invece immobilizzato non potrà essere macellato e verrà avviato direttamente all’incenerimento.

Il piano comunale, da 87mila euro, prevede la cattura non cruenta di circa 150 cinghiali nelle aree urbane e periurbane della città. La gara è aperta fino al 25 giugno e mira a selezionare operatori con esperienza nella gestione della fauna selvatica.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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