
VITERBO – È la domanda che aleggia ovunque, più insistente dei cinghiali sotto casa: una volta catturati, che fine fanno?
Gabbie sì, fucili no, civiltà forse. Ma poi?
Lo abbiamo chiesto direttamente all’assessore Patrizia Notaristefano, che ha fatto chiarezza sul destino degli esemplari coinvolti nel piano di contenimento avviato dal Comune. La risposta?
“Gli esemplari catturati in gabbia seguiranno la filiera del macello – spiega l’assessora –. Parliamo di carni commestibili, destinate al consumo. I soggetti narcotizzati invece, per motivi sanitari e normativi, verranno immediatamente inceneriti. Dipenderà comunque dal soggetto che si aggiudicherà il servizio”.
Tradotto: chi finirà nella rete senza passare per tele-narcosi o eutanasia, potrebbe finire in tavola. Chi verrà invece immobilizzato non potrà essere macellato e verrà avviato direttamente all’incenerimento.
Il piano comunale, da 87mila euro, prevede la cattura non cruenta di circa 150 cinghiali nelle aree urbane e periurbane della città. La gara è aperta fino al 25 giugno e mira a selezionare operatori con esperienza nella gestione della fauna selvatica.


















