"Cinema e Psicologia", due appuntamenti per riflettere sui comportamenti umani attraverso le immagini
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Questa sera il primo incontro alla Sala Regia del Comune di Viterbo con "Quel che resta dell'amore"

L’Associazione ApertaMente propone due appuntamenti come occasione per approfondire la comprensione delle dinamiche psicologiche alla base del nostro sentire, pensare ed agire ricorrendo all’utilizzo di metafore cinematografiche. Per ogni incontro è prevista la proiezione di alcune scene filmiche intervallate da approfondimenti teorici allo scopo di stimolare nei partecipanti una riflessione più consapevole rispetto ai meccanismi che regolano il comportamento umano e ai processi emotivi in cui siamo coinvolti.

Le immagini, i personaggi e i dialoghi del cinema che riproducono e sublimano le esperienze reali saranno utilizzati come strumenti di conoscenza piuttosto che di intrattenimento per affrontare argomenti vicini al nostro vivere quotidiano. Ogni incontro sarà guidato da un tema di approfondimento che darà modo di conoscere meglio se stessi e gli altri.

Il primo appuntamento, “Quel che resta dell’amore”, è per questa sera, mercoledì 29 giugno, alle ore 20,30: presso la Sala Regia del Comune di Viterbo: un incontro che andrà a scandagliare le dinamiche comportamentali e relazionali all’interno della vita di coppia facendo emergerne complessità, limiti, punti di forza nonché proverà a delineare le diverse forme in cui può essere declinata la vita a due.

Il secondo appuntamento, “Oltre la pazzia”, in programma per sabato 2 luglio alle ore 20,30 presso la Sala Regia del Comune di Viterbo affronterà stereotipi e pregiudizi che ruotano intorno alla sofferenza psicologica per tentare di chiarirne meglio i fattori che sono alla base, definendo ruoli e funzioni della psicologia nella società di oggi così da riuscire a fornire ai partecipanti nuovi punti di vista e interessanti spunti di riflessione.

Primo appuntamento stasera presso la Sala Regia del Comune di Viterbo “Cinema & Psicologia: Quel che resta dell’amore”. Non è prevista la prenotazione. E’ previsto il pagamento di un biglietto dal costo di 5 euro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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