Cinema d’estate con vista lago: l’Est Film Festival sbarca a San Lorenzo Nuovo
Cinema aperto
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L’Est Film Festival approda per la prima volta sulla spiaggia di San Lorenzo Nuovo con una rassegna cinematografica "vista lago", in collaborazione con il locale Follia. Dopo il debutto con Flow, il prossimo appuntamento è il 17 luglio con Le Otto Montagne.

SAN LORENZO NUOVO – Il grande schermo si specchia nel lago: è successo davvero. L’Est Film Festival, storica rassegna cinematografica che anima l’estate culturale dell’Alta Tuscia, approda per la prima volta sulla spiaggia di San Lorenzo Nuovo. Un debutto che segna un piccolo ma significativo cambio di scenario, portando il cinema lì dove la sabbia incontra l’acqua, in un progetto nel progetto realizzato in collaborazione con il locale “Follia”… nome non casuale, visti i tempi e le ambizioni.

La nuova sezione “vista lago” ha fatto il suo esordio ieri sera con la proiezione di Flow, film che, nomen omen, scorre tra immagini e suggestioni proprio come le onde che lambivano la riva durante la visione. Una prima serata da cartolina, complice anche la brezza estiva e un pubblico decisamente partecipe.

“Si tratta di un esperimento a tutto tondo” racconta Glauco Almonte, organizzatore dell’Est Film Festival. “Per la prima volta non siamo noi ad occuparci della proiezione, ma abbiamo trovato questa forma di collaborazione con il Follia e abbiamo deciso di mettere il nostro progetto all’interno del loro progetto”.

Ma non è che l’inizio. Il prossimo appuntamento è già fissato per giovedì 17 luglio, quando sullo schermo all’aperto arriverà Le Otto Montagne, il film tratto dal romanzo di Paolo Cognetti e vincitore del Premio della Giuria a Cannes. Un’opera intensa, contemplativa, perfetta per essere assaporata a piedi nudi sulla sabbia, con il cielo stellato a fare da soffitto e il lago di Bolsena come sfondo naturale.

Un esperimento? Forse. Un azzardo? Sicuramente. Ma se c’è una cosa che il cinema ci ha insegnato è che le migliori storie nascono proprio quando si ha il coraggio di cambiare prospettiva. E questa, vista lago, promette molto bene.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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