

Project financing per l’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano cassato per la seconda volta. Prima lo aveva fatto la giunta, ma per i giudici del Tar la procedura corretta è quella delle delibera di consiglio. Per questo, nel corso del procedimento amministrativo attivato dalla ditta Silve, hanno richiesto al Comune di Viterbo di presentare una deliberazione di consiglio con la revoca. Stamani i consiglieri l’hanno votata, non senza mal di pancia.
Dissapori tra minoranze e maggioranza, ma anche all’interno di quest’ultima. Con il consigliere Marco Volpi che ha sparato a zero su l’ex sindaco Giulio Marini ma anche sul suo per il pastrocchio nel quale è finita la situazione del cimitero di Grotte.
Michelini ha replicato, tentando una difesa, ma Serra ha controreplicato. Assaggio di quello che sarà dopo il tre maggio?
Al momento del voto le opposizioni sono uscite. Elpidio Micci ha invece fatto uso della norma che rende possibile rimanere in aula e non votare. Stesso discorso per Francesco Moltoni di Oltre le mura, mentre il capogruppo Maurizio Tofani non era in aula al momento del voto. Reminiscenze di quello che è accaduto col Cev?
Sta di fatto che la ditta Silve, che aveva presentato il proprio progetto per il project financing ha portato in tribunale la revoca decisa all’ultimo dall’amministrazione Michelini. Lo spettro che si è aggirato in consiglio è quindi quello di una possibile richiesta di risarcimento da parte della società. Per questo la scelta di molti di uscire dall’aula, per evitare di rispondere di eventuali errori.
Anche se l’assessore Alvaro Ricci ci ha tenuto a sottolineare che al limite la Silve può richiedere il risarcimento dei 25mila euro spesi per la progettazione.
I lavori saranno effettuati direttamente dal Comune, che conta di completare l’ampliamento nei primi sei mesi del 2016.

















