Cime Tempestose, nella Tuscia sono custoditi i disegni di Balthus
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Le illustrazioni vengono realizzate dall’artista all’età di venticinque anni, quando il suo amore per Antoinette è come quello di Heathcliff per Catherine, che, ormai cresciuto, si sente tradito.

MONTECALVELLO – In questi giorni si parla molto di Cime Tempestose, il capolavoro di Emily Brontë, scritto fra l’ottobre 1845 e il giugno 1846. Se ne parla perché Hollywood ne ha fatto un film, in questi giorni in testa agli incassi di mezzo mondo Italia compresa.

Ma pochi sanno che di quel romanzo esistono delle raffigurazioni preziose custodite in terra di Tuscia. Si tratta della serie di disegni realizzati dal pittore Balthus e presenti in quello che fu il suo bellissimo castello di Montecalvello. Balthus realizzò queste illustrazioni nei primi anni Trenta. Tra le più note figurano scene come “La toilette di Cathy”, “We ran from the top of the Heights” e “Run away to the moors and remain there all day”.

Da quanto è dato sapere l’artista legge Cime tempestose all’età di quattordici anni. Ma il romanzo, dopo aver infiammato la sua giovane anima di adolescente, ritorna alla sua mente negli anni Trenta, quando si innamora di Antoinette, una ragazza dell’alta società bernese, conosciuta nel 1932. Nell’autunno del 1933, a Parigi, inizia a dedicarsi ad una serie di quattordici illustrazioni per Cime tempestose, che indicano il profondo legame di Balthus con Emily Brontë e il suo romanzo.

Le illustrazioni vengono realizzate dall’artista all’età di venticinque anni, quando il suo amore per Antoinette è come quello di Heathcliff per Catherine, che, ormai cresciuto, si sente tradito.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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