Ciclabili, i cantieri procedono a pieno ritmo come le polemiche (molte assurde)
Foto pista ciclabile Viterbo
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VITERBO - Incuriositi dalla "ciclabile a intermittenza" di via Tedeschi abbiamo chiesto spiegazioni al Comune di Viterbo e la risposta è stata "deve essere completata. Per obblighi di rendicontazione stanno facendo subito i pezzi più semplici. Lì c'è l'uscita di un garage sotterraneo e la segnaletica orizzontale è più complessa. Appena avranno ultimato i tratti semplici sistemeranno anche lì". 

VITERBO – Sono le ciclabili uno degli argomenti di maggiore “chiacchiera” nel capoluogo della Tuscia. I cantieri per la realizzazione procedono a pieno ritmo così come la macchina della polemica. Si tratta di un intervento destinato a modificare la viabilità cittadina, a innovare un capoluogo che ha accumulato ritardi importanti e ad andare a risolvere problemi di mobilità e accessibilità a determinate categorie di persone tra cui i disabili motori che si spostano in carrozzina. Eppure c’è un fronte, piccolo ma agitato e rumoroso, che sta facendo della critica cieca e disinformata e disinformante il proprio hobby quotidiano. 

Al punto che nei giorni scorsi ha iniziato a circolare sui social una foto che immortala un ciclista in viaggio sulla careggiata stradale destinata alle auto mentre la nuova ciclabile è vuota. Una foto che potrebbe essere stata scattata ad arte dai detrattori per montare l’ennesima polemica, ma potrebbe essere anche vera, e che vorrebbe essere acquisita come prova dell’inutilità del progetto. 

Come se qualcuno si sognasse di fotografare un cittadino beneficiario degli 80 euro caricati sulla social card dal governo Meloni per acquistare benzina mentre utilizza il carburante prelevato per incendiare un albero con la pretesa che il fatto possa essere una prova dell’inutilità e dannosità del provvedimento carburante. Roba da fuori di testa. 

Ma c’è dell’altro. Le ciclabili sono in corso di realizzazione e le ditte hanno deciso di “sbrigare” prima i tratti semplici per poi ultimare il lavoro nei tratti più complessi. Da qui una serie di “errori apparenti”: dalla ciclabile con angolo a novanta gradi fino ad arrivare alla ciclabile a intermittenza di via Tedeschi. 

Tutto fotografato e sbandierato ai quattro venti come prova di inutilità del progetto, al fine di ridicolizzare le ciclabili e la loro realizzazione. Peccato che tutta la polemica si basi su deduzioni grossolane e le conclusioni di “errori” o simili siano false. 

Incuriositi dalla “ciclabile a intermittenza” di via Tedeschi abbiamo chiesto spiegazioni al Comune di Viterbo e la risposta è stata “deve essere completata. Per obblighi di rendicontazione stanno facendo subito i pezzi più semplici. Lì c’è l’uscita di un garage sotterraneo e la segnaletica orizzontale è più complessa. Appena avranno ultimato i tratti semplici sistemeranno anche lì”. 

E intanto la polemica monta, la disinformazione anche e in tanti stanno perdendo tempo dietro a polemiche costruite ad arte o generate dall’approssimazione e dalla saccenteria sterile. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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