Ciao Mariano, vivrai nel mondo nel coraggio dei tuoi figli
mariano laurea
800x120 (1)
VITERBO - È morto Mariano Di Pietro, per 40 anni al servizio del territorio come dipendente dell'ufficio tecnico della Provincia. Aveva 67 anni, da diverso tempo combatteva contro una malattia.

VITERBO – È morto Mariano Di Pietro, per 40 anni al servizio del territorio come dipendente dell’ufficio tecnico della Provincia. Aveva 67 anni, da diverso tempo combatteva contro una malattia. I funerali sono fissati per le 10,30 di questo mercoledì 10 luglio, alla chiesa di San Leonardo Murialdo a Viterbo.

Qui si ferma la notizia ma per noi de La Fune non è così riduttiva la cosa. Quando ho letto il messaggio di Michela, la figlia di Mariano che ha costruito insieme a noi questo giornale, arrivato questa notte alle 2.45, si è fatto buio nel cuore. Questo giornale che leggete ogni giorno da dieci anni è nato a casa di Mariano, così come è nato lì il progetto Funamboli, che dal 2012 ha rappresentato una voce libera e indipendente sul territorio. In questo giornale si riflette anche un po’ di Mariano, sicuramente il suo sorriso sornione e attento, sempre lucido, su quello che accade ogni giorno sotto i nostri occhi. Chi scrive gli deve tanti spunti, tante sfumature, capacità non possedute e acquisite nella lettura degli eventi, soprattutto politici, del territorio. 

Ho trascorso ore sul divano di casa di Mariano, ore al telefono. Soprattutto nei momenti più delicati e complessi che un progetto come un giornale attraversa nella sua storia. Le sue parole sono state per me importanti ma anche ispiranti in momenti davvero decisivi, quando sono state necessarie le scelte difficili che ogni impresa deve affrontare. Abbiamo parlato spesso di politica, tantissimo. Mai di ideologia, sempre di letture, di tattica, di comprensione dei fatti. Quella certa profondità, che è uno dei caratteri del nostro giornalismo, arriva in parte dall’insegnamento di Mariano. Mi viene in mente in queste ore Gigi Daga, che incontrai giovanissimo e aspirante quanto inesperto giornalista. Fu Mariano a regalarmi Il Salasso di Daga, così come Mariano, in quelle chiacchierate sul divano di casa sua, mi ha trasferito informazioni e aneddoti sul “mondo del potere” locale. Sapeva tanto, conosceva molto, sapeva pesare con schiettezza ogni cosa e ogni uomo. 

Il bello di Mariano è che non voleva mai convincerti, lui apriva squarci nei tuoi ragionamenti sicuramenti acerbi e quando finivi di confrontarti con lui ti ritrovavi diverso. Non c’è stato passaggio politico territoriale e nazionale degli ultimi dieci anni sul quale non ci siamo sentiti, confrontati, a volte anche accampati su letture diverse che poi finivano per ritrovarsi sempre. L’ultima occasione le provinciali di qualche mese fa. Ci ha sempre osservati, ci ha fatto arrivare le parole che sapevano “squarciare” i ragionamenti sballati su cui a volte andavamo a impantanarci, mettendoci nella condizione di riflettere e correggerci. 

Negli ultimi mesi, tutte le sante mattine al mio risveglio, trovavo su Whatsapp la rassegna stampa dei principali giornali nazionali e locali che mi aveva inviato Mariano. Ogni tanto gli scrivevo come stava. Mi ha sempre risposto “bene” anche pochi giorni prima di finire di nuovo in ospedale. Sapevo che non era vero ma ogni giorno mi sono sempre augurato di potere aprire Whatsapp e trovare la sua rassegna stampa. 

Non ci possono essere parole. Rimane il dolore e la felicità di averlo conosciuto, perché le cose vanno viste nella giusta maniera come lui anche mi ha insegnato. Cosa posso fare? Mi chiedo. Ricordarlo, abbracciare la moglie Vanda e i figli, la carissima Michela e Marco. Vivrai, Mariano, ancora nel mondo nel coraggio dei tuoi figli. Quelli tuoi ma anche quelli che hai aiutato a crescere nella tua casa. Grazie, ti abbraccio. 

 

 

lafune_800 x 120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Onda
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
aiac_banner_01
domenicale post
monastero interno