"Ciao a tutti" su Facebook, poi si impicca a 45 anni nel parco
Foto Andrea Filipponi
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Sul suo profilo Facebook una serie di post molto pesanti avevano scandito le sue ultime ore di vita. "La cosa che non capisco è perché la vita si è accanita su di me", aveva scritto poco prima di mezzogiorno. Poche ore prima del tragico gesto era stato anche al mare e aveva postato una foto. 

VITERBO – Trovato impiccato nel parco della Mazzetta. Una tragedia si è verificata nel primo pomeriggio di questa domenica tre di agosto. Andrea Filipponi, molto conosciuto in città, si è tolto la vita all’interno di un parco pubblico. Intorno all’una e mezza la frase, in campo nero, lasciata sui social: “Ciao a tutti”.

Poco prima aveva mandato a un familiare un selfie dal sedile della sua auto, vicino una corda che ha fatto scattare l’allarme. I famigliari hanno avvisato le forze dell’ordine che, lo hanno subito geolocalizzato, e sono arrivati lì dove risultava acceso il suo smartphone. Purtroppo l’hanno trovato già senza vita, impiccato.

Sul posto gli agenti della polizia e i sanitari del 118. Non c’è stato niente da fare. Stava vivendo un periodo molto brutto, per problemi personali. Sul suo profilo Facebook una serie di post molto pesanti avevano scandito le sue ultime ore di vita. “La cosa che non capisco è perché la vita si è accanita su di me”, aveva scritto poco prima di mezzogiorno. Poche ore prima del tragico gesto era stato anche al mare e aveva postato una foto.

Avrebbe compiuto 46 anni a settembre. Lascia un bambino, sicuramente molto amato.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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