Ciambella: "Stare dalla parte delle imprese significa stare con le famiglie"
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“Stare dalla parte delle imprese significa stare dalla parte delle famiglie che investono sulla loro stabilità”. Luisa Ciambella candidata nella lista del Partito democratico per il Consiglio regionale del Lazio, raccoglie con estrema responsabilità l’appello di Francesco Agostini, segretario generale Filca Cisl Lazio Nord, sulla necessità di portare a compimento il percorso di investimenti per il rilancio dell’edilizia.

“Stare dalla parte delle imprese significa stare dalla parte delle famiglie che investono sulla loro stabilità”. Luisa Ciambella candidata nella lista del Partito democratico per il Consiglio regionale del Lazio, raccoglie con estrema responsabilità l’appello di Francesco Agostini, segretario generale Filca Cisl Lazio Nord, sulla necessità di portare a compimento il percorso di investimenti per il rilancio dell’edilizia.

“Sono fermamente convinta che la politica delle promesse oltre a generare delusione quando non vengono mantenute, ha toccato la sua peggiore espressione nel momento in cui ci si è ostinati nel parlare di posti di lavoro – spiega Luisa Ciambella -. Non possiamo più permetterci di illudere le persone, soprattutto le famiglie, promettendo posti di lavoro che la politica non può offrire. E’ il tempo della politica responsabile, che dice le cose come stanno e che si impegna seriamente per fare in modo che l’economia di un territorio acquisti quella vivacità che può coincidere con nuove opportunità occupazionali. E’ per questo motivo che intendo recepire l’appello del segretario generale Filca Cisl Lazio Nord, Francesco Agostini, con la decisione di occuparmi delle difficoltà delle imprese sostenendole in un percorso virtuoso di investimenti e sviluppo”.

“Il numero delle aziende, specialmente quelle del settore edilizio, che hanno cessato la loro attività negli ultimi anni rappresenta un segnale di estrema preoccupazione – evidenzia Luisa Ciambella – Lo sblocco dei fondi per il completamento della Trasversale Orte – Civitavecchia deve scuotere la politica affinché gli interventi infrastrutturali che il Piano per il Lazio comprendeva vengano realizzati in tempi brevi e utili alle necessità del territorio. Abbiamo l’obbligo di rendere funzionali le strutture sanitarie, allo stesso modo completare il percorso di messa in sicurezza e riammodernamento degli istituti scolastici, rivedere l’intero complesso della viabilità intervenendo non solo sulle strade, ma anche sul sistema ferroviario”.

“Sarebbe semplice rispondere “io mi impegnerò”. Per la mia cultura e il mio modo di essere amministratore dico: “io ci sarò” – conclude Luisa Ciambella -. Sarò a disposizione delle imprese per affiancare gli investimenti che passano dal completamento delle grandi infrastrutture alla soluzione delle difficoltà dell’edilizia residenziale che hanno frenato gli effetti del Piano Casa, prima, e della Rigenerazione Urbana poi. Molte volte gli interventi si sono scontrati con le normative edilizie dei singoli comuni riducendo gli effetti degli investimenti regionali e di conseguenza le opportunità degli imprenditori. Insieme dovremmo invertire questa tendenza. Dovremmo avere più coraggio come amministratori facendo in modo che lo sviluppo non venga frenato dalla burocrazia e che le imprese, vero motore della nostra economia, producano quelle opportunità occupazionali di cui le nostre comunità hanno bisogno”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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