Ciambella: "Al cimitero di San Lazzaro vive l'incuria"
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VITERBO - "Il cimitero è un luogo di ricordo e di memoria che necessita di rispetto e cura, dimenticarsene significa dimenticarsi di Viterbo e della sua anima".

VITERBO – “L’ennesima segnalazione dei cittadini viterbesi sullo stato di completo degrado in cui versa il cimitero della città dimostra quanto sia lontana e disinteressata la cura e l’attenzione che questa amministrazione rivolge ai beni della nostra comunità – così la consigliera di minoranza del Bene Comune Luisa Ciambella -.

Sono mesi che ricevo segnalazioni dai cittadini e che altrettanto porto all’attenzione dell’amministrazione comunale con interrogazioni e richieste che purtroppo non trovano mai una risposta reale alla soluzione dei problemi. Al cimitero di Viterbo regna la più totale incuria: impianti elettrici a vista, servizi non funzionanti, padiglioni invasi dall’acqua, strutture ormai fatiscenti e compromesse dal tempo, parti delle coperture che si staccano perché ormai usurate dal tempo. Tutto questo è un affronto estremamente grave al ricordo e alla dignità dei defunti e delle loro famiglie. Il cimitero è un luogo di ricordo e di memoria che necessita di rispetto e cura, dimenticarsene significa dimenticarsi di Viterbo e della sua anima.

Questo è lo specchio di come la sindaca Frontini e i suoi compagni amministrano la città o meglio “disamministrano”. È necessario quanto urgente che invece di pensare ai propri profili social e alla mera apparenza, almeno per quanto le rimane da fare, questa amministrazione è ora che sia in grado di dare risposte ai cittadini e soprattutto di risolvere problematiche concrete come quella del cimitero. È speranza del gruppo Per il Bene Comune che alle nostre interrogazioni e alle sollecitazioni di tanti cittadini corrisponda con estrema solerzia un intervento di riqualificazione del cimitero cittadino, perché nessuno si merita questo trattamento di abbandono e incuria”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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