Christmas Village, Rossi: "Traslochiamo altrove, a Viterbo un Comune che rema contro e una comunità invidiosa"
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VITERBO - "Fino a quando Viterbo rimarrà una piccola città dalla piccolissima mentalità non potrà mai crescere davvero. Arrivederci. Ci vediamo in giro".

VITERBO – Voglio essere chiaro: organizzare grandi eventi di livello nazionale a Viterbo è quasi impossibile. Un Comune che rema contro, che non aiuta. Una comunità invidiosa, che pensa sempre che ci sia qualcosa dietro, che qualcuno ci guadagni troppo. Tranne eccezioni, pochissimi sponsor privati che investono in eventi turistici.

Quest’anno Caffeina Christmas Village trasloca e, ne abbiamo la certezza, sarà un grande successo. Poi vedremo. Ma fino a quando Viterbo rimarrà una piccola città dalla piccolissima mentalità non potrà mai crescere davvero. Arrivederci. Ci vediamo in giro”. Questa è la lettera d’addio lasciata al capoluogo della Tuscia da Filippo Rossi.

La questione Christmas Village è destinata a tenere banco nelle prossime settimane. Anche perché l’argomento è più importante di quanto si possa “benaltristicamente” credere. Se Palazzo dei Priori non riuscirà a garantire una situazione paragonabile saranno dolori per l’immagine e la reputazione dell’amministrazione Arena. 

Sta di fatto che “il padre” del Caffeina Christmas Village è amareggiato e replica alle dichiarazioni della Fantaworld così: “Leggendo sui giornali dichiarazioni di gente che non voglio qualificare ho scoperto di non aver mai organizzato il Caffeina Christmas Village. Ci vediamo in tribunale…”.

“La giornata più brutta da anni. Inutile negarlo – scrive Rossi sulla propria pagina Facebook -. Mi sento sconfitto. Ho perso la battaglia che porto avanti da anni. Ha vinto la viterbesità”.

 
 
 
 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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