Musica di Natale spenta, residenti San Pellegrino: "Importante che gli organizzatori si confrontino con noi"
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Musica spenta al Caffeina Christmas Village, sulla vicenda interviene il presidente del Comitato di Quartiere San Pellegrino Maria Elena Pierini. Lo fa con una lettera a La Fune che riportiamo integralmente.

Musica spenta al Caffeina Christmas Village, sulla vicenda interviene il presidente del Comitato di Quartiere San Pellegrino Maria Elena Pierini. Lo fa con una lettera a La Fune che riportiamo integralmente.

 

“E’ innegabile che la manifestazione natalizia di Caffeina porti animazione e allegria nelle vie del centro storico cittadino, spesso desolatamente silenziose e abbandonate dai viterbesi. In special modo la presenza di tanti bambini fa riaffiorare il sapore antico del Natale come festa della famiglia, in tempi recenti sopraffatto dal consumismo imperante.

Anche la presenza della musica nelle vie interessate dalla manifestazione è piacevole e suscita allegria se si tratta di un sottofondo discreto, che non penetri l’intimità delle abitazioni e non ostacoli le attività quotidiane di chi, ancora, per fortuna ci vive.

Il Comune concede a Caffeina l’uso del centro storico di Viterbo, ma gli organizzatori della manifestazione non devono dimenticare che non è una quinta teatrale, non è un luogo disabitato. Per fortuna, perché se non si porrà fine alla tendenza che spinge i residenti ad abbandonare le abitazioni, cadrà in un degrado avvilente un bene prezioso per la città, in termini di memoria storica, di bellezza e anche di ricchezza, se vogliamo tener conto delle mire di sviluppo turistico di Viterbo.

Abitare nel centro storico comporta normalmente per i residenti una serie di difficoltà, le manifestazioni che vi si svolgono, anche se bene accette perché portano un po’ di animazione, aumentano queste difficoltà. La logica vorrebbe che chi viene ospitato sotto le nostre case almeno prendesse coscienza dei disagi maggiori degli abitanti, dialogando con loro in sede di programmazione e allestimento della manifestazione, cosa che non è mai avvenuta, anzi abbiamo ricevuto in passato superbi dinieghi.

Quanto alla musica, i canti di natale sono senz’altro piacevoli, ma non se l’emissione avviene sotto le tue finestre, a volumi che spesso superano quelli stabiliti dalle norme europee e nazionali sull’inquinamento acustico e quasi per tutta la giornata e per la durata di ben 45 giorni.

L’impianto di filodiffusione va bene, ma venga tarato nella giusta misura, tenendo anche conto del fatto che le mura di peperino delle case del centro storico e le dimensioni ridotte delle vie fanno da cassa di risonanza per qualunque rumore e amplificano tutte le emissioni sonore. Dunque una volta tanto ringraziamo l’amministrazione cittadina per essere intervenuta a ristabilire la legalità e ci auguriamo che gli organizzatori della manifestazione riaccendano presto un gradevole accompagnamento musicale alle festività natalizie, dopo aver tarato secondo le norme il loro impianto. E auguri cordiali per il rinnovarsi del successo della manifestazione.”

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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