Christmas Village, pienone o non pienone? Abbiamo cercato di capirci qualcosa
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Come sta andando il Christmas Village? Il tema è uno dei più discussi in città di questi tempi e anche uno di quelli che fa più discutere. Tifosi di ogni rango e qualità si esibiscono in più o meno sofisticati commenti da social. Nei bar si parla di questo e anche dal parrucchiere (mi dicono). 

di Roberto Pomi

Come sta andando il Christmas Village? Il tema è uno dei più discussi in città di questi tempi e anche uno di quelli che fa più discutere. Tifosi di ogni rango e qualità si esibiscono in più o meno sofisticati commenti da social. Nei bar si parla di questo e anche dal parrucchiere (mi dicono). 

Ieri, oltrepassato il Ponte della Madonna, i due giornali cartacei che insistono sul Viterbese sono andati in edicola con visioni “del mondo” divergenti. Il Messaggero ha titolato così: “Christmas Village fa il pienone per l’Immacolata”. Il Corriere di Viterbo cosà: “Freddo e rincari il Christmas Village non fa il pienone”. 

Siamo andati anche noi de La Fune a fare qualche giro ma è difficile, salvo piantonare in maniera stabile la manifestazione, avere un’idea precisa su come sta andando. Con i nostri occhi abbiamo visto che sabato pomeriggio per entrare nella Casa di Babbo Natale c’era il numeretto e il contatore era arrivato a 606 ingressi a 4-5 ore dalla chiusura dell’attrazione. Il Messaggero fornisce un numero sui tre giorni del ponte: 18mila biglietti staccati.

Per capire qualcosa di più abbiamo chiesto a dei ristoratori con affaccio Christmas Village. Il commento è stato questo: “Il Village va forte ma è un po’ diverso rispetto all’anno scorso. I giorni di festa e i weekend sono davvero esplosivi, l’infrasettimanale deserto. L’anno scorso era tutto più omogeneo ma i picchi di presenze di quest’anno non c’erano. C’è da dire che è anche vero che la manifestazione era dieci giorni più corta”.

 

 

 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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