Christmas Village, la musica c'è grazie a un sistema di casse. Palazzo dei Priori infatti vieta solo la filodiffusione, siamo alla "supercazzola"
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La musica al Christmas Village c'è. Il fatto ce l'hanno segnalato tanti lettori in queste ore, tanto che siamo andati a verificare di persone ed è così. Increduli, dopo il caos e il botta e risposta di queste ore tra Fondazione Caffeina e Comune di Viterbo, abbiamo cercato di capire come fosse possibile.

La musica al Christmas Village c’è. Il fatto ce l’hanno segnalato tanti lettori in queste ore, tanto che siamo andati a verificare di persone ed è così. Increduli, dopo il caos e il botta e risposta di queste ore tra Fondazione Caffeina e Comune di Viterbo, abbiamo cercato di capire come fosse possibile.

Semplice. In pratica la Fondazione ha ottenuto per la manifestazione Caffeina Christmas Village la derogo all’impatto acustico, come accade per tante altre manifestazioni che accadono in città. Quindi “nessuno fermerà la musica”. 

Poi la commissione ha interpretato che la deroga concessa dalla giunta non valeva per l’impianto di filodiffusione. Da qui tutto il pandemonio mediatico di queste ore. La Fondazione Caffeina ha quindi spento la filodiffusione e dislocato lungo il percorso del Village delle casse audio. Al tempo stesso si è attivata per far preparare e inviare a Palazzo dei Priori la valutazione di impatto acustico richiesta dalla commissione comunale. 

Così da sperare di poter riaccendere la filodiffusione e rimuovere le meno “belle” e funzionali casse audio. Morale della favola la musica al Christmas Village, dopo poco, è tornata a esserci. Nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, semplicemente spegnendo la filodiffusione e accendendo le casse audio. 

I residenti che, stando a quanto dichiarato da rappresentanti del Comune, avrebbero presentato esposto saranno riusciti a ritrovare la pace con la musica comunque rimasta? E quanti, in queste ore, si sono infilati nel chiacchiericcio di Facebook parlando di musica insopportabile e della buona azione fatta dal Comune si saranno sentiti traditi? 

In tanti si domandano: ma in realtà cosa è successo? Questioni di lana caprina? Supercazzole amministrative? Atti dovuti? I più cattivi e maldicenti – da cui prendiamo le distanze – pensano si sia trattato di una ripicchetta politica. Ci rifiutiamo di credere a questa cosa e siamo convinti che mai e poi mai una classe politica illuminata, come quella che oggi regge Viterbo, si abbasserebbe a certi livelli e mezzucci. Comunque giovedì è prevista una nuova riunione della commissione e se le carte presentate da Fondazione Caffeina saranno in regola gli altoparlanti torneranno a suonare.

Con buona pace di tutti quelli che in queste ore hanno applaudito alla chiusura della filodiffusione come a un’azione di buon governo. Peccato, un Natale in centro muto sarebbe stato più innovativo e trendy. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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