Chiusura di Erinna, Perinelli chiede un incontro a Michelini: “Chi pensa a proteggere le donne?”
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La decisione di chiudere il rifugio per donne vittime di violenza da parte di Erinna fa discutere: e la segretaria dello Spi Cgil Perinelli chiede un incontro al Comune. A prendere parola è Miranda Perinelli che ha risposto all’allarme lanciato dalla storica associazione viterbese lanciato addirittura da Rai Tre tramite la trasmissione di inchiesta Presa Diretta

La decisione di chiudere il rifugio per donne vittime di violenza da parte di Erinna fa discutere: e la segretaria dello Spi Cgil Perinelli chiede un incontro al Comune. A prendere parola è Miranda Perinelli che ha risposto all’allarme lanciato dalla storica associazione viterbese lanciato addirittura da Rai Tre tramite la trasmissione di inchiesta Presa Diretta (qui il video).

“Il centro antiviolenza – scrive – va istituzionalizzato come servizio pubblico socio-sanitario. Non bastano gli sportelli della Asl nei consultori o al pronto soccorso. Trattandosi anche di un problema culturale, è una battaglia lunga da combattere. Nel frattempo alle donne chi ci pensa? Nell’emergenza servono strutture capaci di proteggere le vittime di violenza e i loro figli. Dovrebbe essere lo Stato a farsi carico del fenomeno e combatterlo in maniera strutturata, non bastano i consultori e gli sportelli. Questi centri vanno tutelati nei fatti, non solo a parole: non serve che i rappresentanti delle istituzioni, dopo ogni femminicidio, si battano il petto e riempiano la bocca di belle parole se poi nei fatti non fanno abbastanza perché questi episodi non si ripetano”. Durissima presa di posizione di Miranda Perinelli, segretaria dello Spi Cgil, contro il rischio che il centro anti-violenza di Viterbo gestito dall’associazione Erinna chiuda i battenti per mancanza di risorse. Il punto – sostiene – è che le strutture per ottenere le convenzioni con le istituzioni devono rispettare requisiti molto rigidi ma che, soprattutto, comportano la disponibilità di ingenti fondi. Eppure, gli enti come i Comuni o le Province questi soldi non ce li hanno, mentre la Regione li stanzia in maniera insufficienti”.

Il bando pubblicato dalla Regione a novembre e in scadenza a febbraio è rivolto ai Comuni e stanzia 66mila annui per un centro antiviolenza e 170mila per le case rifugio. “Tra affitti, utenze, professionisti e quanto necessario per assistere le vittime e i loro figli – scrive Miranda Perinelli – questi stanziamenti non bastano. E il risultato è che le donne rimangono sole”.

La segretaria chiede dunque un incontro urgente al Comune di Viterbo. “Vogliamo incontrare il sindaco ma soprattutto le donne in giunta e tutte le consigliere comunali per capire che possibilità ci sono per scongiurare che il centro antiviolenza del capoluogo chiuda”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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